“Cancellato” da cancello, sbarramento, ostacolo. Cassato con sfregi che ne deturpano l’immagine scritta, le tracce. Cancellato perché rimosso e perduto, dimenticabile, emendabile, inutile, debole. Cancellato dalla vista, spostato altrove, non-si-sa-dove. Meglio lontano, perché sia presto scordato. Depennato, annullato, eliminato.

Questa semantica appartiene faziosamente alla realtà . Poi c’è la narrazione e c’è Internet.

I molti che stanno perdendo il lavoro in questi mesi o vivono da anni condizioni instabili di lavoro se ne sono accorti. Stanno scrivendo, lasciando tracce di questo momento storico, con una narrazione collettiva che non ha precedenti e forse ancora non ce ne siamo accorti. L’esperimento che fu di Beppe Grillo e da cui nacque anche il libro “Schiavi moderni”, oggi è replicato da La Repubblica (500 post in due giorni!), dall’Unità  e da molti blog collettivi, soprattutto legati ad ambienti universitari o di lavoratori del pubblico impiego.

àˆ bello scoprire come la forza della Rete sia anche questa, legata alla volontà  di rimettere in vita tracce e percorsi narrativi, riscrivendo una verità  che soltanto con una voce collettiva può trovare la migliore esposizione. Storie cancellate nella presunzione che la singolarità  di una vicenda personale si annacqui nel tempo, ritornano a galla e, per quanto conti, rimarranno a disposizione del confronto sociale, indicizzate sul Web finché qualche server non tirerà  le cuoia.

Update: qui il commento di Luciano Gallino al diluvio di racconti comparsi su Repubblica.it.

XING

Arriva in Italia XING, che si pappa Neurona. Alla sua guida Cipriano Moneta, ex di JobPilot (pappato, in passato, da Monster).

Il social network professionale, principale concorrente in Europa di LinkedIN, sarà  supportato da un team dedicato a sviluppare inizative tutte italiane. In bocca al lupo (anche a Silvia), dunque! Forza che un po’ di competizione nei servizi Internet per il mercato del lavoro non fa male proprio in questo momento..

“In Italia ci sono tre categorie di senza lavoro: gli iperprotetti, i protetti e i derelitti.” (Nicola Rossi)

Se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ecco perchè è una democrazia così precaria” (Anonimo, da “Perdere il Lavoro in Italia” Racconto n. 194)

So che per fare un preventivo servirebbe un’adeguata descrizione del lavoro, ma non sono in grado di fornirti alcun dettaglio. Fammi lo stesso un preventivo per questi  articoletti suvvia, poi vediamo…”. “Ok, cinquantamila euro!” (da una recente conversazione telefonica)

Sei un co.co.pro., un assegnista, un dottorando, o peggio un consulente della Sapienza? Beh, allora non ci pensare nemmeno all’asilo sotto il tuo posto di lavoro! Anzi, non fare figli.” (Giulio Marini, via SA-LA).