Segnalo a chi segue i temi del lavoro, di Internet e del Web 2.0 la raccolta ragionata (e molto interessante) di spunti, link e approfondimenti su questi temi curata da Luca Frigo per la newsletter di luglio dell’AFI-IPL dal titolo “Relazioni di lavoro tra tecnologie e Web 2.0” (.PDF).
L’inutilità percepita
La situazione della Ricerca in Italia è come noto assai malmessa. Un modo intelligente di comprendere quali siano le difficoltà è di partire dalle persone, ovvero da chi la ricerca la fa. Nello specifico, i protagonisti dell’Iniziativa interuniversitaria STELLA (Statistiche sul TEma Laureati & Lavoro in Archivio online) hanno deciso di fotografare con lo studio “Il dottore di ricerca: un motore di innovazione per le imprese?” (.PDF) la relazione che esiste tra Ricerca e Occupazione nell’ambito dei dottorati.
I giudizi sui Corsi di dottorato in Italia e sulla preparazione al lavoro di ricercatore sono tutto sommato positivi, così come è elevatissima la percentuale di impiego successivo al conseguimento del dottorato. Il punto debole della catena di produzione del valore di questo prezioso Capitale Umano sfornato dai Dottorati è il fatto che i percorsi di carriera siano orientati in netta prevalenza nel segmento del pubblico impiego e scarsamente nel privato (12% dei casi), con conseguente bassa retribuzione e incrementi in busta paga che premiano il merito pressoché inesistenti. Più dinamico è il settore privato, ma è diffusa la percezione di utilità limitata del titolo di dottore sul mercato del lavoro. “Il titolo è poco compreso dal mondo delle aziende“, si dice nello studio. Per qualcuno questo significa emigrare.
Questo è il giudizio che gli stessi dottori danno dell’utilità del loro titolo sul mercato del lavoro italiano:

Fonte: STELLA-Cilea, 2009
Regali da restituire
“Primo anno di lavoro zero lire, il secondo 50 mila lire al mese. Chiedo un aumento, mi dicono: o così o niente. E io do le dimissioni“. Con il tempo è diventata Annamaria Testa, copywriter di successo. Ricorda a chi vuole iniziare: “La scrittura in pubblicità è breve e dolorosa. Per un buon titolo ci vogliono giorni, settimane“.
Oggi a 56 anni si spara in cuffia i Massive Attack e contribuisce al progetto online Nuovoeutile.
Chi fa della scrittura un mestiere può leggere la bella intervista uscita ieri sul Corriere della Sera, qui disponibile in .JPG. Si conclude così:
Il Web è stupefacente per trovare risorse e farsi venire delle idee. E di questo c’è un gran bisogno in Italia. Sono stanca di pessimismo. Mi piace pensare che una cosa scritta o detta in aula, o un suggerimento[..], possa essere il granello di polvere che fa cambiare la traiettoria. So che è già successo. I regali vanno restituiti, o almeno rimessi in circolo, no?