Come è noto, se non siete lavoratori dipendenti nessuno vi offre supporto economico di alcun genere e spesso neppure consigli. Da Small Business Trends (da leggere anche i numerosi commenti..) arriva, al contrario, qualche suggerimento concreto per non incappare nella crisi più nera. Utili se siete lavoratori autonomi, freelance e piccoli imprenditori.

In questa rapida traduzione, leggermente adattata e sintetizzata, ecco qualche idea su come mettere a registro le vostre attività :

  • Guarda al tuo sito Web, ai prodotti e servizi offerti con gli occhi di un potenziale nuovo cliente. Magari fai un test informale con persone che non conosci, visto che sei troppo coinvolto nei tuoi progetti;
  • Cerca di comprendere quali decisioni siano veramente dovute ad “atteggiamenti” e quali siano più utili per migliorare la vita ai tuoi clienti o produrre ricavi. Non c’è nulla di cui vergognarsi nell’avere una personalità  forte, ma è meglio scegliere ciò che produce gli effetti più durevoli;
  • Diminuisci l’attenzione verso quelle attività  che ti ostini a volere svolgere da solo perché sai di poterle fare più velocemente e al meglio se non sono direttamente produttive. Magari delega (se puoi), oppure stabilisci una giusta priorità  temporale;
  • Cerca di aumentare la tua visibilità  nei social newtwork;

Continua a leggere

Una Gestione Separata che per Legge dovrebbe essere appunto separata, ma dalla quale attingono tutti, compresi i lavoratori dipendenti, Tremonti, cani e porci; il sistematico innalzamento delle aliquote decise senza consultare nessuna rappresentante di categoria; la completa assenza di Assistenza per gli iscritti; il pagamento di quote previdenziali più alte di quelle dei dipendenti… E ora la trovata di Tiraboschi di alzare le aliquote di tutti per pagare qualche spicciolo in più a chi, in base ai calcoli più assurdi (tipo avere un pregresso come dipendenti, e qualche annualità  come partita IVA, un calzino rosso e l’N1H1..), potrà  prendere un sussidio di disoccupazione ridicolo!

Ma basta, basta con questa vergogna!

Il Corriere della Sera pubblica oggi un articolo dal titolo piuttosto chiaro: “I conti della Previdenza? Salvati dai precari“. Contemporaneamente Acta presenta un documento di sintesi sulle problematiche (Lo Scandalo Della Gestione Separata) ed emette un Comunicato stampa piuttosto duro. In poche ore tutto precipita sul blog di ACTA, riempita di commenti di sdegno. La mobilitazione è sempre più vicina se nel maxiemendamento non verrà  rivista la porcheria annunciata da Tiraboschi, il quale ne ha parlato candidamente in questa occasione, a fianco dell’annuncio sui bonus offerti alle Agenzie per il lavoro che ricollocano i lavoratori dipendenti in mobilità .

Onestamente non ho approfondito molto, ma mi pare che Rotondi non abbia detto di abolire la pausa pranzo come molti hanno scritto, bensì di lasciare libertà  di gestirla. Il che mi trova ampiamente d’accordo, non fosse altro che per il fatto di essere il capo di me stesso. Da anni oramai faccio pause in maniera disordinata, ma secondo un principio elementare: mi fermo quando si interrompe un flusso di lavoro preciso, imposto dalla logica interna di ciò che sto svolgendo. Inutile dire che questo significa mangiare tra le le 12.00 e le 15.00 (raramente salto anche) senza difficoltà .. e che mi restituisce la chiara percezione di non buttare via tempo, visto che il tempo non me lo paga nessuno. A chi però il tempo lo pagano al minuto (come nel pubblico impiego) è ovvio che puntare su piccoli accorgimenti che aumentano la produttività  dia fastidio. Si vanno a toccare diritti fondamentali, compreso quello di avere una gabbia temporale in cui stare al sicuro perché così altri decidono per te come comportarti. E se ti dicono “sentiti libero di migliorare la tua produttività “, magari guadagnando tempo a fine giornata, apriti cielo. Se invece qualcuno, con l’appoggio del sindacato, si inventa che i posti dei padri debbano passare per una corsia privilegiata ai figli, mantenendo privilegi acquisiti – a questo punto in maniera dinastica, con buona pace di tutte le chiacchiere sul merito e sulla scelta dei candidati migliori – allora zitti, che altrimenti qualcuno muore di fame.