Segnalo l’articolo “Il futuro dei nuovi manager” del bravo caporedattore Giovanni Stringa del Corriere della Sera, che dedica un paginone centrale al tema della leadership in Italia e analizza i dati di una ricerca che presenta domani la Luiss, curata da Pierluigi Celli.
[N.B. Italia Lavoro (=Ministero) non mette l’articolo in Rassegna tra quelli che parlano di lavoro]

Che cosa pensano italiani e dirigenti

 Merito e Raccomandazioni
[Fonte: Corriere della Sera, 18 marzo 2008]

Così conclude Stringa: “L’idea di fondo del lavoro di analisi è di lanciare un piano straordinario che insista sul merito e sul ricambio. Non tanto, però, un piano che aggiunga regole su regole, burocrazia e confusione. Ma un progetto che abbia l’obiettivo di ‘slegare’ il sistema nel suo complesso“. Ecco, appunto. Oltre ai dati e alle solite tristi informazioni su quanto conti avere il culo parato, vorremmo leggere quali politiche di contrasto si possono oggi mettere in campo e soprattutto chi le può portare avanti.

E tu che cosa ne pensi? Come favorire il ricambio? Basta il dialogo, servono regole oppure un vaffaday, una lobby di giovani internettari contro vecchi babbioni arroccati alla cadrega, denunce pubbliche dei paraculati (=reverse delurking)? Attendere suggerimenti su che cosa fare da Marini o Montezemolo?

Alcuni dati relativi a un visitatore di Humanitech che è arrivato qui (cascando male, direi) da un motore di ricerca. E quali consigli cercava?

Furbo o vittima

P.S. Per chi non lo sapesse il DURC è il documento che certifica la regolarità  contributiva.

Che TrioloLa vicenda è iniziata oltre un mese fa (il 2 febbraio). Mentre lavora alla cassa una dipendente chiede di assentarsi per motivi fisiologici. Il cambio non arriva e se la fa addosso. Poi ha un’emorragia e deve andare al Pronto Soccorso. In seguito alla denuncia dei fatti, il 28 febbraio la ragazza è stata aggredita: bavaglio in bocca e testa nel W.C. con minacce e percosse. Fin qui sono notizie tristemente già  note, ma riportate dai giornali.

Fonte dell’immagine:
Blog “Lavoratori grande distribuzione”

Ora la vicenda – su cui si è buttata tre settimane fa anche la redazione delle Iene che ha tampinato Danilo Villa, direttore del personale Esselunga – si può ascoltare in presa diretta.  La donna racconta la storia via YouTube, filmata da Mosaico TV (qui la prima parte e la seconda parte dei video, oggi messi online). Le parole della vittima, al termine dell’intervista: “Essere iscritti ai sindacati non è un reato. Questa è una causa a livello nazionale, per tutte le persone che subiscono“.

Il racconto diretto (video) della sindacalista della UilTucs Roberta Musu spiega come sia avvenuta l’aggressione. La donna aggiunge: “In Esselunga partecipare ad assemblee sindacali fa precipitare il reddito di chi fa orari ridotti, che non viene più chiamato a fare supplementari“.

Esselunga, in seguito all’aggressione mandò una lettera a Radio Popolare (!), dicendo di essere dispiaciuta dell’accaduto. In realtà , la questione della pipì delle cassiere è un problema di vecchia data, citato già  nel libro di Renato Curcio “L’azienda totale” (Foglie, 2002): si legga questo articolo del Manifesto di cinque anni fa. Lo stesso giornalista, Luca Fazio, scrive il 6 marzo il pezzo “Esselunga paga e minaccia i giornali”. La vicenda si allarga così all’informazione: Caprotti alza il tiro, il segretario della FNSI lo accusa di “arroganza padronale”.