àˆ uscito l’VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani realizzato una volta all’anno da OD&M Consulting. Oggi Il Sole 24 Ore ha sviluppato un ampio e dettagliato servizio dal titolo “Lo stipendio cresce, ma poco[Fonte file: Rassegna stampa Borsa Lavoro Lombardia]. Questo, invece, è il comunicato della società . Di seguito riporto alcuni dei dati più significativi.

Valori assoluti e i trend di crescita degli stipendi
dei lavoratori dipendenti in Italia
[RTA = Retribuzione Totale Annua Lorda]

RTA 2006
[Fonte OD&M Consulting – VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2007]

La crescita delle retribuzioni in termini percentuali
e il confronto con l’inflazione

Andamento della Retribuzione degli italiani 2007
[Fonte OD&M Consulting – VIII Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2007]

P.S. Update 22.02. Anche La Repubblica ha dedicato oggi una pagina al Rapporto Retribuzioni.

Tito BoeriIn molti ritengono che un salario minimo nazionale sia necessario per dare trasparenza al mercato del lavoro e combattere lo sfruttamento. C’è chi, come Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght, parla addirittura di “reddito minimo universale“, sostenendo la superiorità  di un reddito di cittadinanza individuale, universale e incondizionato, erogato dalla comunità  politica a tutti i suoi membri, rispetto a ogni altra forma di welfare.
Così anche Tito Boeri in un recente colloquio che ho avuto con l’economista, parlando di azioni di contrasto contro il lavoro nero (articolo in formato .PDF) in Italia:

[..] occorre realizzare formule di contrattazione decentrata sul costo del lavoro, introducendo un “salario minimo nazionale”. Questo doppio binario aiuterebbe a decentrare la contrattazione e darebbe un riferimento certo ai lavoratori anche nel sommerso, incentivandoli a ripristinare le condizioni di regolarità  per tutelare i propri livelli retributivi. Sarebbe opportuno legare questa operazione anche a sussidi per i salari più bassi o incentivi condizionati all’impiego, come esistono in altri Paesi, che siano sopra il livello del salario minimo [..]

Va fissato cioè un tetto minimo, pubblico, noto a tutti, che rappresenti la base sotto la quale non è economicamante, civilmente e socialmente accettabile andare. E che sia il punto di partenza per ragionare su meccanismi di emersione e incentivazione. Non è un reddito di cittadinanza (Cfr. la distinzione fatta durante l’intervista), ma un parametro che inquadra il salario minimo di chi opera in Italia e vuole che sia riconosciuto un inquadramanto lavorativo degno di questo nome.