
Sulla porta della cameretta di mio nipote Andrea, sette anni. E poi dicono che a scuola non insegnano l’informatica.

Sulla porta della cameretta di mio nipote Andrea, sette anni. E poi dicono che a scuola non insegnano l’informatica.
Curiosa e anomala (rispetto alle logiche classiche del mercato pubblicitario) iniziativa del Giornale di Brescia che è uscito oggi in edicola con quattro pagine di annunci di lavoro tratti dalla Borsa del Lavoro della Lombardia, servizio pubblico, libero e gratuito. In altre parole ha preso gli annunci Web relativi alle offerte per la Provincia di Brescia e messi su carta. Per rispondere si deve accedere alla Borsa Lavoro, visto che l’unico riferimento è www.borsalavorolombardia.net.
Immagino che il ragionamento dell’editore sia stato: visto che la maggior parte delle persone è cyber-ignorante tanto vale rippubblicare su carta così i lettori trovano più annunci e sale il numero delle vendite e sale anche l’attenzione degli inserzionisti che vedono ricchi spazi di offerte (come si dice: “Piatto ricco, mi ci ficco!”).
P.S. Borsa Lavoro Lombardia è al corrente di questa operazione? E cosa accadrà quando gli inserzionisti si accorgeranno che pubblicare online annunci sulla Borsa Lavoro è gratuito?
L’abbinamento funziona. Il tema del lavoro si sposa bene con Internet quando la materia è trattata per via visiva, là dove la conversazione o la forza dell’intervento sono ben studiate. Mi riferisco all’appuntamento di ieri di Repubblica.it TV, dal titolo “Le faremo sapere”, dedicato alla selezione dei giovani e ai colloqui di lavoro, che ha saputo dosare comunicazione, informazione e dibattito anche scherzoso su temi di attualità . àˆ un buon compromesso, che se rinforzato da articoli di approfondimento e blog, può ben funzionare come modello e media mix per conversare di lavoro via Web.
Ma c’è anche il fronte personale, oltre a quello delle testate giornalistiche, che sta emergendo, quello fatto dai contributi individuali. Non è da meno e su questo tornerò anche in futuro. Basti dire che su Google Video i documenti che risultano dalla ricerca con chiave “Lavoro” sono circa 1.300. Su YouTube il tag “precario” identifica un centinaio di video.
Nascono autori e ne segnalo uno su tutti. Da qualche tempo seguo i post di Paolo Ares Morelli, che definire un pazzo scatenato è poco. Dice di essere un comico, ma non disdegna un vero lavoro come avvocato. La sua ultima “puntata” sui precari è E Dio creò il precario! ma non è male neanche questo pezzo sul mercato del lavoro. O beh, la qualità del video non è il massimo, ma è interessante l’idea di proporsi come autore via YouTube.
[youtube 9-UFyWHTI8I nolink]