Monster.com ha deciso, per voce del capo supremo Sal Iannuzzi, di lasciare a casa 800 persone dal 2008 (Cheezhead calcola sia pari al 15% della forza lavoro impiegata). Qui la lettera ufficiale, spedita a tutti i dipendenti worldwide. In Italia pare non ci siano ripercussioni.

Non credo avranno difficoltà  con l’outplacement :-)

P.S. Questa la cinica reazione di Borsa all’annuncio:

Monster.com (MNST)

Francesco Alberoni, ovvero della banalità  del pensare. Qualche volta, però, si trovano cosucce da sottolineare nel suo pallosissimo taglio basso sul Corriere della Sera del lunedì [P.S. Nuovi Pasolini, per cortesia, fatevi avanti..]. Oggi scrive:

La prima cosa che dovete fare quando vi viene dato un posto di responsabilità  è scegliere bene i collaboratori. E anche a squadra fatta se vi accorgete, a un certo punto, che uno è incapace o fannullone o disonesto o mentitore o invidioso, isolatelo, sbarazzatevene. Non perdete tempo nel tentativo di recuperarlo, non trovategli scuse o attenuanti.

da “Guardate i collaboratori e capirete se è un leader

Il Settimo sigillo - Ingmar BergmanFu il primo regista che mi convinse a leggere le sue sceneggiature perché quello che mostrava trascendeva sempre la mera narrazione filmica. Ed era folle, diverso, inquietante. Mi innamorai presto dei suoi film ed è stato una pietra miliare della mia formazione. Il film più apprezzato: Come in uno specchio. Difficile e intenso. Il Posto delle fragole quello che ho visto di più negli anni del liceo, complice la morte, Bibi Anderson e Max Von Sydow che diventarono per me, insieme a Liv Ullman, maschere di nuove tragedie greche al tempo del XX secolo. E ancora, Fanny e Alexander, Il Settimo sigillo, Sussurri e grida. La memoria, l’ineluttabile, la psicoanalisi. Imparai presto le prime battute di Max Von Sydow, guardando e riguardando quell’inizio surreale, magmatico, perfetto:

– Chi sei?
– Sono la morte.
– Che cosa vuoi?
– Sono venuto a prenderti!

Grazie Ingmar Bergman.