Tra le cose di cui capisco abbastanza (credo) ci sono le dinamiche retributive. Ho letto il recente studio di IRES-Cgil su “Salari e produttività ” e mi ha colpito per la complessità  e ricchezza di dettagli. (Qui sono disponibili: la Rassegna Stampa; i take di Agenzia usciti per l’occasione e tutti i pezzi della ricerca). Si mettono a confronto su base temporale le retribuzioni lorde, l’inflazione programmata, il fiscal drag, la produttività  e alcuni benchmark di altri Paesi. Bene.Continua a leggere

Quando penso a talune categorie professionali mi viene sempre in mente un avvertimento del filosofo F. Nietzsche – scusate la citazione dotta – che suona qualcosa come: “Fai attenzione perché quando hai il coraggio di guardare dentro all’abisso anche l’abisso guarderà  te.” Parlo dei medici che fanno auto-diagnosi, dei sociologi che studiano l’impatto delle proprie ricerche, dei giornalisti che scrivono pezzi sul lavoro giornalitico, dei selezionatori che cercano selezionatori e via discorrendo.

Credo, però, che tra tutte le categorie quella dei ricercatori universitari sia quella che ha raggiunto una maggiore autocoscienza critica sui molti limiti e le opportunità  di lavoro in Italia. Continua a leggere