Dopo la sbornia di feste, il lavoro ricomincia e che cosa c’è di meglio che ricordare tutti i motivi per cui vale la pena lamentarsi? Mentre Federico Pace di Repubblica.it puntualizza le ragioni per cui impiegati e manager non realizzano mai il sogno impossibile di cambiare lavoro [ma a parte i numeri non spiega come mai il mercato sia così immobile], Idraulico Polacco cita una recente indagine di Kelly Services sulla discriminazione in fase di colloquio di lavoro e sul livello di soddisfazione lavorativa nei diversi Paesi del mondo.

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Discorso di Fine Anno di NapilitanoCi sono tre punti del primo discorso di fine anno del presidente Napolitano che ho apprezzato molto. In ordine:

1) il richiamo alla questione dei talenti:

E alla vigilia dell’Anno europeo delle pari opportunità  voglio sottolineare come in Italia tra le riserve preziose su cui contare ci sia quella, ancora così poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili.

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La teoria del lavoratore anziano che porta via il posto a quello giovane ha sempre fatto acqua da tutte le parti soprattutto in ragione del fatto che le competenze maturate non sono certamente uguali. La manovra Finanziaria (con l’Art. 667) ha comunque riportato la questione alla ribalta e introdotto questa opportunità :

Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e ridurre le uscite dal sistema produttivo dei lavoratori ultracinquantacinquenni, è istituito l’accordo di solidarietà  tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di età  e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età  inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea“.

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