Torna dopo mesi il Manager Papiny. E visto che gli incentivi per il lavoro dipendente non mancheranno…

Torna dopo mesi il Manager Papiny. E visto che gli incentivi per il lavoro dipendente non mancheranno…

Sempre in tema di Jackpot Economy, ma scritto partendo da un altro punto di vista, quello degli algoritmi di ricerca dei contenuti web, dietro ai quali – guarda a caso – c’è del lavoro:
“Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100 scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono altre 1.000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog, tutte fatte senza lavoro. Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti a 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1.000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce.”
(via Luca Lani, “Fast Food Content“)
Esemplare spiegazione di come lieviti in poco tempo il jackpot. Ma la causa di questo livellamento sta nell’algoritmo che non distingue la fonte originale e che non può essere migliorato o piuttosto nel volere non suddividere la remunerazione dei profitti generati, ovvero dalla sensazione di poter mettere le mani da soli sul jackpot?
Mentre in Italia fai fatica a trovare anche soltanto un titolo degno di nota sul lavoro dei freelance e se ne proponi uno a una casa editrice ti dice “interessante”, ma poi pubblica le solite stronzate su come mandare a cagare il capo di qualcuno (non certo il tuo), nel variegato mondo anglosassone e americano, dove il mondo degli indipendent worker gode di un rispetto decisamente più elevato, si trovano addirittura libri per nicchie di freelance. Segnalo questa lista dei migliori libri per graphic designer, compilata da FreelanceSwitch, ad amici creativi e grafici.