Così Tito Boeri oggi sul Sole 24 Ore nel bell’articolo di Walter Passerini Le pensioni dei giovani saranno troppo magre, sul tema delle pensioni e del passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo:

“àˆ l’iniquità  intergenerazionale il tema caldo. La transizione infinita dal sistema retributivo a quello contributivo lede in modo drammatico i giovani, che oggi pagano le pensioni degli anziani. L’attuale sistema previdenziale è come un Robin Hood al contrario: prende ai poveri per dare ai ricchi. àˆ una situazione grottesca, se si pensa che in Europa succede il contrario.”

In particolare, il cosiddetto “scalone” inciderà  di più su chi ha iniziato a versare contributi (ovvero ha incominciato a lavorare con un contratto regolare) a partire da gennaio del 1996. Ecco. Io ho iniziato a maggio.

Uno su cinque non ce la fa. Robert Half, società  di head hunting, sostiene che il passaggio dall’Università  all’ufficio mette in crisi almeno il 20% dei neoassunti. Il campione riguarda il mondo della finanza. I problemi maggiori? L’adattamento alla cultura d’impresa (21% del campione), seguito dalla mancanza di concentrazione (16%), una preparazione tecnica insufficiente nel 10% dei casi e una certa dose di indisciplina (8%).

Questo il punto di vista delle imprese. Non si parla però del tipo di contratto applicato ai giovani laureati, della loro retribuzione, delle prospettive di carriera, delle politiche nei confronti dei neoassunti.

Quelli registrati sono soltanto cause di inefficienza o anche sintomi di un malessere?

Oggi ho finalmente terminato il mio nuovo libro, passato con soli due giorni di ritardo all’editore. Mi posso dedicare all’intevento di sabato a Napoli. Parlerò di lavoro agli ingegneri dell’associazione INGEGNA. Trovate qui il menu del “buffet”. Al mio fianco la bravissima Loredana Oliva.

Devo essere sincero, sono contento di andare a Napoli. Ho accettato volentieri l’invito perché sono convinto che siano le associazioni che partono dal basso, dalla società  civile a fare la differenza. Soltanto due settimane fa ero a Sorrento. Leggevo questo articolo pubblicato su Panorama Economy. Un pezzo “fuori baricentro”, diciamo così.

Articolo Panorama Economy 

A mio giudizio contiene almeno due sviste macroscopiche: a Napoli esiste sì un Sistema, è O’Sistema (e che tristezza viene quando si leggono giochi di parole sul Totocalcio..). Secondo: nessun Esercito della salvezza, venga pure dalla Città  del Vaticano, può capire che cosa sta accadendo a Napoli meglio dei napoletani.

A me non pare, sfogliando rapidamente il sito di Ingegna, di trovare sfiducia e disillusione. Anzi. C’è una gran voglia di fare.