Interessante ping-pong di cifre sulle retribuzioni degli italiani (per il lavoro dipendente) pubblicate oggi sulla stampa italiana. Da una parte il Corriere della Sera che prende come fonte Hay Group (cfr. tabella sotto), dall’altra Panorama, che cita dati di Michael Page nel servizio di Raffaella Galvani “Manager, i lavori in ascesa” (.PDF). A parte i CEO da 500mila euro l’anno e i valori per i superesperti di cui parla Panorama, credo sia utile dare uno sguardo al confronto europeo riportato dal Corriere, che svecchia gli unici dati (Eurispes) finora usati nel dibattito pubblico e risalenti al 2004.

Le Retribuzioni in Europa
Fonte: Corriere della Sera – Hay Group (nov. 2007)

Due considerazioni: 1) esclusi i dirigenti, in Italia abbiamo i valori medi retributivi più bassi d’Europa (e al netto del costo del lavoro, probabilmente ancora di più); 2) il differenziale che separa impiegati e dirigenti è il più alto. Vince forbice su sasso e carta.

P.S. In questo vecchio post trovate altri dati di dettaglio su 100 posizioni, pubblicate sempre su Panorama con dati OD&M Consulting.

Sarah HorowitzIl Manifesto ieri ha pubblicato una bella intervista a Sara Horowitz a capo della Freelancers Union, sindacato dei lavoratori autonomi negli Usa. Sul tema scrissi (oltre un mese) fa un pezzo sul Sole 24 Ore dal titolo “Un sindacato delle partite IVA. Negli Usa c’è“. Qualche approfondimento anche qui. Dice la Horowitz:

Il primo passo da fare è la presa di coscienza che i lavoratori indipendenti sono una forza lavoro che hanno diritti negati. àˆ un passaggio necessario, visto che la sinistra tradizionale americana continua a proporre un ritorno al sistema fordista per affrontare le sempre più pesanti condizioni di vita e lavoro degli «indipendenti» o di quella forza-lavoro che spesso in Europa chiamate precaria. Il passaggio successivo sta nel promuovere forme organizzative adeguate a figure lavorative con caratteristiche molto diverse da quelle che hanno invece costituito le organizzazioni sindacali tradizionali.

I riferimenti alle analisi di Richard Florida sono espliciti e così pure il focus sul lavoro intellettuale autonomo. Uno dei temi importanti citati è appunto la tutela della proprietà  intellettuale, che è curiosamente anche uno degli elementi chiave emersi nel Primo Congresso dei Freelance 2007 in Italia. C’è poi il problema della disoccupazione, che qui da noi, per gli autonomi, chiameremmo del “reddito di cittadinanza” o del riformismo radicale. Dice la Horowitz:

La nuova forza lavoro è atomizzata, individualizzata e frammentata. Abbiamo così cominciato a parlare tra di noi perché è meglio ritrovarsi insieme che stare ciascuno per conto proprio. Abbiamo così scoperto che ciò che accadeva a ognuno di noi non era un problema individuale ma rispecchiava una condizione generale. Freelancers Union è quindi da considerare un’associazione di mutuo soccorso, di cooperazione….

Ho come l’impressione che non sia troppo distante dalle problematiche italiane. Questa donna mi piace.