Premi di risultato, addio. Riprendiamo di sorvolo la questione contrattazione, per completare il quadro. Mentre sindacati e Confindustria discutono sul futuro di quella nazionale, arrivano i dati CNEL (“Lineamenti di contrattazione aziendale tra il 1998 e il 2006″, file .PDF) sulle vicende che interessano gli accordi nelle imprese. Una débacle. Sembra che rappezzare il proprio stipendio discutendone direttamente con l’imprenditore non sia più una pratica così diffusa. Avviene in una azienda su dieci!

Hai voglia, come sostengono tutti, che sia necessario rilanciare la contrattazione di secondo livello… La causa – dice CNEL – è l’abbassamento della produttività . Domanda: ma viene prima l’uovo (incentivi, premi ecc.) o la gallina (aumento della produttività )?

P.S. Lascio qualche materiale utile, per approfondire: un articolo del Sole 24 Ore e uno del Corriere della Sera. Interessante anche la fuffa presentata da GIDP, del tutto distonica rispetto ai dati CNEL. Ci potevano cascare soltanto quelli di Libero Mercato :-).

Ceti medi senza futuro? di Sergio Bologna

Io vi avviso con un po’ di anticipo, così vi organizzate.

Giovedì 13 dicembre
presso la LIBRERIA CLAUDIANA
Via Francesco Sforza, 12 – Milano
Tel. 02 760 21 51 8

Sergio Bevilacqua, consulente
Adriana Nannicini, ricercatrice
Mauro Scarpellini, giornalista
e il sottoscritto (Dario Banfi)

Presentano il libro di Sergio Bologna “Ceti medi senza futuro? Scritti, Appunti sul lavoro e altro” (Ed. Derive§Approdi). Coordina Arianna Censi, delegata alle Politiche di Genere della Provincia di Milano.

P.S. Se vuoi fare pubblicità  a questo evento scarica l’invito in formato .JPG o .PDF e mandalo pure via posta elettronica. Thank you.

Un post per amanti di filosofia e sociologia del lavoro, lungo e complicato (io vi ho avvisato…), che nasce dalla lettura e scoperta di un autore di grande spessore, Gunther Anders, filosofo molto poco noto (che già  citai qui), ma di incredibile finezza. Semplificando molto, una via di mezzo tra Martin Heidegger e Paul Valéry. Scrisse “L’uomo è antiquato €” Considerazioni sull’anima nell’epoca della seconda rivoluzione industriale“. Un capolavoro. Ve ne voglio parlare, soffermandomi su “La vergogna prometeica“, uno dei saggi del libro ispirato al tema della macchina e del lavoro, al rapporto tra tecnologia e conformità  umana, e alla nuova soggettività  che nasce di fronte agli strumenti artificiali.Continua a leggere