Domani, ore 11:00 al Teatro della Cooperativa (via Hermada) a Milano. Unica nel suo genere, ci sarà la prima strip conference. Le dirette interessate spiegano di che si tratta.
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Sarti e pubblicitari del nuovo millennio
Apprendo navigando su LinkedIN che esistono oggi i Long Tail Consultant e mi chiedo se fra breve salteranno fuori anche i Feed Strategist, i Buzzing Consultant o i Fake’s Inseminator. Sì, proprio quest’ultima potrebbe essere una buona “professione al tornasole”, per mettere cioè alla prova il canale mainstream, come piace a molti online. Il cane non abbia più soltanto, ma vuole mordere. Anche questo fa parte del Web 2.0. La vicenda Sarah Palin lo dimostra. A onor del vero bisogna dire, però, che l’effetto generato è spesso più quello del marketing virale.
Quando penso alle professioni classiche riesco quasi sempre ad associare il cuore dell’innovazione che ha dato vita a quel mestiere. Per i sarti c’è un ago e un filo con cui la mia immaginazione si salva, per il fabbro un tornio, per il giornalista una macchina per scrivere, anche se non la usa più nessuno. Nella diaspora professionale che ruota intorno alle tecnologie è invece sempre più difficile capire chi fa che cosa e soprattutto come. In particolare nel contesto delle professionalità indipendenti, fuori cioè dai classici cicli produttivi (anche se de-industrializzati) tipici delle società informatiche.
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P.S. Per gioco, faccio omaggio agli amici del Corriere delle Comunicazioni di questo mio contributo entropico, e molto markettaro, oltre che iniziatico [per me] al mestiere di Web Faker. Come detto sopra, il faking di questo genere non è del tutto estraneo al marketing. O mi sbaglio?

Autonomo disorganizzato
Potrei essere definito così e non mi dispiace affatto, visto che è un requisito per non pagare l’IRAP. Per chi volesse sapere se deve o meno pagare tale tassa, riservata tradizionalmente alle imprese e che ho pagato pure io negli anni passati (!), ho risolto finalmente la questione. Niente IRAP perché – secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale – “il presupposto indispensabile per l’assoggettamento a Irap degli esercenti arti e professioni consiste nello svolgimento di un’attività autonomamente organizzata“, che prevede cioè:
– impiego, non occasionale, di lavoratori dipendenti o collaboratori, anche nel caso in cui siano stati assunti con contratti a progetto;
– utilizzo di beni strumentali che, per qualità o valore, eccedono oggettivamente le necessità minime per l’esercizio dell’attività ;
– disponibilità di uno studio.
P.S. L’Agenzia delle Entrate suggerisce che per la valutazione circa l’esistenza o meno dell’autonoma organizzazione, può essere effettuata prendendo come *possibili* indici i requisiti stabiliti per il regime fiscale agevolato dei “contribuenti minimi”, introdotto dalla Legge Finanziaria 2008 (cosiddetto forfettone). Attenzione: non è esattamente la stessa cosa!