Fotografia mostra AL LAVOROUn’iniezione di immagini, emozioni e qualche pugno nello stomaco che mandino in black out un cervello che computa ogni giorno soltanto informazioni necessarie a eseguire compiti non fa mai male, giusto per liberarci dall’oppressione di avere troppi lacci con le necessità .

Io alle mostre solitamente vado per tre motivi: sentirmi meno normale, nel senso di abbandonare per un momento le troppe norme che nella vita devo rispettare; arrabbiarmi, ovvero percepire me stesso ancora come vivo e pensante; farmi cullare dall’immaginazione e da quel “libero gioco tra intelletto e fantasia” che credo faccia molto bene nell’epoca dei bit e degli algoritmi.

Tutto questo per suggerirvi la visita alla mostraAl Lavoro” (.PDF), aperta fino all’8 febbraio, organizzata da Progetto Comunicazione allo Spazio MIL in Via Granelli a Sesto San Giovanni (quella dei “parrucchieri di Gattuso”, dove sono tutti comunisti…), alle porte di Milano, zona Nord.

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Domande di un lettore operaio
Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quali case,
di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la
                  Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d’archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella
                 favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano
                 urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Da solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l’ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?

Quante vicende,
tante domande.

Bertolt Brecht, Storie da calendario

Vi hanno mai tagliato lo stipendio del 25% senza preavviso? Beh, pensateci. Potrebbe capitare anche a voi, alla faccia di ogni forma di negoziazione (prima forma di rispetto del lavoro). A me è capitato. Questa è l’elegante lettera del Sole 24 Ore con cui si annuncia che verranno decurtati i compensi ai collaboratori: sono loro a doversi fare carico della crisi in editoria. Per il resto condivido le tre valutazioni di Nicola Mattina.

Taglio ai compensi dei collaboratori del Sole 24 Ore