In questi giorni un nutrito gruppo di parlamentari ha presentato alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati un Disegno di Legge denominato “Norme per il superamento del lavoro precario“. Sono tredici articoli per una proposta di legge – sottoscritta da parlamentari del Pdci, Prc, Verdi ed esponenti dei Ds – elaborati dai giuristi del Centro diritti del lavoro “Pietro Alò” coordinati da Piergiovanni Alleva.

La Legge Biagi viene praticamente falcidiata. Sono più gli articoli abrogati di quelli tenuti in vita. Si introducono significative variazioni anche nel Codice Civile.Continua a leggere

(AGI) – Il tribunale, presieduto da Laura Longo, ha così la sciolto la riserva dopo alcuni giorni di riflessione. Nell’udienza di cinque giorni fa, la difesa di Previti, rappresentata dagli avvocati Annaisa Garcea e Alessandro Sammarco, aveva indicato alcune associazioni di Roma e del Lazio, che si occupano di tossicodipendenti, disabili ed emarginati, tra le possibili opzioni lavorative che avrebbero potuto servirsi delle prestazioni di Previti. L’ex ministro della Difesa, ai domiciliari dal 10 maggio del 2006 in virtù della condanna definitiva a sei anni di reclusione (di cui tre condonati grazie all’indulto) per la vicenda Imi-Sir, si era inizialmente proposto come consulente legale di Operation Smile, una fondazione che organizza missioni umanitarie per aiutare i bambini di ogni parte del mondo, sottoposti a interventi di chirurgia plastica. Secondo alcuni calcoli, ammonterebbe a un anno e sette mesi di reclusione la pena residua che grava ancora su Cesare Previti. La difesa ritiene che il provvedimento del tribunale di sorveglianza vada subito in esecuzione. L’ex legale di Berlusconi potrà  lasciare la propria abitazione, nel centro di Roma, alle 7 del mattino per farvi ritorno inderogabilmente alle 23. Nell’ambito di questa fascia oraria, Previti potrà  lavorare per il Ceis. (AGI)

Non credo che Cesare Previti abbia lo stesso carattere e la voglia che per esempio in passato in situazioni simili, ha dimostrato Nicola Cusani nell’applicarsi al lavoro sociale. Spero di essere smentito, ovviamente. E poi dovevano proprio chiedergli di fare il consulente legale?

Il caso è made in Usa e dunque molto distante dalle nostre vicende quotidiane, anche di ordinaria giustizia, ma decisamente interessante, soprattutto dopo l’introduzione del decreto Gentiloni per contrastare la pedopornografia online o in relazione al nuovo Codice per la Privacy sui luoghi di lavoro.

La vicenda. Un impiegato accede a siti di pedopornografia dal computer dell’ufficio. Il provider aziendale si accorge della navigazione su siti illegali e avvisa l’FBI. Questa interviene e contatta l’amministratore dei sistemi informativi dell’impresa, chiedendo una copia dei dati del PC personale dell’impiegato. L’Edp manager entra con una seconda chiave, di notte, nell’ufficio (personale, non condiviso) dell’impiegato ed esegue un back-up. E qui nascono i casini. Da questo momento in poi seguono oltre tre anni di dibattimento.Continua a leggere