àˆ nera come la notte la visione del futuro di Federico Mello che con il testo L’Italia spiegata a mio nonno (qui in versione .PDF) condivide pubblicamante una percezione diffusa di precarietà  e instabilità  che si sentono oggi sulla pelle i giovani tra i 25 e 35 anni. àˆ il racconto di chi entra (ed esce, per poi rientrare) nel mercato del lavoro, che fa molta molta più fatica di una volta per trovare una stabilità  e continua a non capire il motivo per cui nel giro di boa di una sola generazione le cose siano diventate così diverse.

Del lungo testo (da leggere) riporto qui di seguito le Regole a metà  tra Fight Club e il caporalato per i neoassunti, in stile Palahniuk, per prepararsi al “nuovo lavoro”:

Prima regola del nuovo lavoro:
Non si parla mai di diritti“.
Seconda regola del nuovo lavoro:
Non dovete parlare mai di diritti“.
Terza regola del nuovo lavoro:
Se qualcuno si accascia, è spompato, grida basta, fine del contratto“.
Quarta regola del nuovo lavoro:
Si combatte per un solo posto almeno in due per volta“.
Quinta regola del nuovo lavoro:
Con un contratto a progetto si fa comunque il lavoro di un dipendente“.
Sesta regola del nuovo lavoro:
Niente maternità , niente ferie“.
Settima regola del nuovo lavoro:
Il lavoro dura tutto il tempo necessario al datore di lavoro“.
Ottava regola del nuovo lavoro:
Se è la vostra prima mattina al nuovo lavoro, cominciate a combattere“.

Che cosa non si fa pur di lavorare.. minimo si raccontano un po’ di palle sulle esperienze pregresse. Ma anche quando un lavoro te lo sei cuccato e ti infilano in un gruppo e devi passare otto ore in un ufficio la logica dominante resta quella del libero battitore. Giusto o sbagliato che sia, è un dato di fatto. La lealtà  all’impresa è bassa in Italia. Le ragioni? Boh, che siano le stesse imprese a essere altrettanto sleali nei confronti dei dipendenti?

Provate a confrontare le ultime rilevazioni di dettaglio sulla faccia di bronzo degli italiani [così come dichiarato dai direttori del personale] quando vanno a caccia di un posto e i dati sulla lealtà  una volta entrati. In Europa sono meno individualisti, meno sfrontati nel vendersi. Si parla di medie, ovviamente. Poi i polli si spennano in maniera diversa, come insegna Trilussa.

Quali sono gli argomenti su cui i candidati
tendono a esagerare maggiormente
durante i colloqui di lavoro?

Europa

Italia
Le esperienze di lavoro precedenti 29% 43%
Le competenze informatiche 4% 19%
La conoscenza delle lingue straniere 12% 9%
Il livello di istruzione 8% 8%
Lo stipendio 12% 6%
Le capacità  manageriali 19% 4%
Altro/non so 14% 11%

[Fonte: Robert Half Executive Search – 2007]

A chi ti senti più fedele nel lavoro? Europa Italia
A me stesso 33% 46%
Al team 32% 20%
All’azienda 19% 18%
Al mio capo 10% 8%
A nessuno 6% 8%

[Fonte: Monster.com – 2007]

Libro Bianco sul Lavoro NeroQui non c’entrano i blog, Internet e tutta la vicenda cara agli impallinatori della carta stampata. La storia è ben diversa. Distante anni luce da chi si diverte a trovare refusi su Corriere.it o agenzie di stampa, oppure a pesare il numero di immagini di scosciate messe in home page. Sto parlando del precariato nel giornalismo nostrano, una materia che non sarebbe male che si conoscesse di più, anche tra chi scrive online.

Per lavoro ho dovuto leggere e recensire (leggi il .PDF) di recente il Libro Bianco sul Lavoro Nero pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e mi sono sentito in forte imbarazzo. àˆ regola diffusa infatti che i giornalisti non parlino mai di se stessi sui media. Si sono ritagliati da anni uno splendido spazio di riflessione, ma è prassi comune evitare di portare sul tavolo delle redazioni notizie sul mercato giornalistico. Troppo naive l’autoreferenzialità . La conseguenza? Il sottobosco del mercato del lavoro giornalistico è diventato oramai una selva oscura, dove si trova di tutto, ai limiti della legalità  e rigorosamante taciuto al pubblico.Continua a leggere