Prezzi per prestazioni di lavoro professionale autonomo, non altro. Cacciatori di saldi: fuori da questo blog! L’occasione per questo post nasce ancora una volta da situazioni personali, che vorrei raccontarvi. Entrando in scia sulla questione di come formulare un prezzo, già  affrontata in passato, vorrei aggiungere qualche postilla.

Premessa: fine anno è per molti occasione per il rinnovo di contratti e commesse. Così anche per me. Un cliente che seguo da tre anni mi ha chiesto correttamente un preventivo per la mia consulenza, chiedendomi questo volta di non proporre una durata di sei mesi (ogni anno a giugno ridiscutevo l’incarico), ma di pensare attività  per un anno. Buono, mi dico, ma mi sbagliavo (capirete perché…).

Sviluppo: dopo avere formulato come sempre un articolato insieme di attività  e definito un costo a forfait, il cliente mi chiede di spacchettare le singole attività  a seconda della durata e disegnare una sorta di Gantt durante l’anno. Detto fatto. La ragione è di tenere sotto controllo le azioni e gli obiettivi parziali. Mi è sembrato corretto.

L’inghippo: dopo questa fase di raffinamento preliminare del preventivo con disegno delle attività  su scala temporale arriva la sorpresa. Il cliente mi chiede di scomporre il preventivo per costi associati alle singole attività . La ragione? Una generica necessità  di “tenere sotto controllo i costi”.Continua a leggere

La Legge Delega [N. 3035 dell’11.12.2009, come primo firmatario on. Cazzola] per la revisione del sistema previdenziale  basato sul meccanismo contributivo (che da anni su questo blog si dice essere un colabrodo e motivo di serissima preoccupazione) ha qualche regalo, visto il periodo natalizio, per le partite IVA. Il dono di lasciare tutto come sta:

a) applicazione, secondo criteri di gradualità , di un’aliquota unificata di contribuzione alla gestione di previdenza obbligatoria di appartenenza, in misura complessiva pari al ventisei per cento del reddito lordo da lavoro, per due terzi a carico del datore di lavoro, del committente ovvero dell’associante e per un terzo a carico del prestatore; per i soggetti titolari di partita IVA sono fatte salve le disposizioni e le modalità  vigenti in materia di versamento dei contributi previdenziali;
(Art. 1 Comma A)