Ai tempi del Liceo feci una cosa piuttosto strana, andai al Conservatorio di Milano a cercare lo spartito della prima sinfonia di Gustav Mahler, volevo imparare la musica a partire da un’opera che avevo praticamente memorizzato per intero all’orecchio.Continua a leggere
Autore: Dario Banfi
Ancora disponibile?
Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi si è giocato un po’ di credibilità politica via Twitter con questa tornata di amministrative. E’ vero siamo al primo turno, ma la situazione si è profilata piuttosto chiaramente: i sistenitori del centrodestra calano. La fiducia nell’azione di governo delle realtà locali (e di riflesso di quella nazionale) ne risente. Ora la partita va portata fino in fondo: caro ministro è ancora disponibile a scommettere la sua poltrona con Bersani?

Presente e futuro dei lavoratori della conoscenza

Per chi si fosse perso la puntata di Radio RAI del 10 maggio di Radio 3 Suite condotta da Oreste Bossini e dedicata “ai lavoratori della conoscenza e al loro futuro”, può ascoltare qui gli interventi di Sergio Bologna, il mio, di Aldo Bonomi e Gianni Lombardi (ADCI). Il punto di partenza della chiacchierata radiofonica è il libro “Vita da freelance“.
[audio:Forum__I_lavoratori_della_conoscenza_e_il_loro_futuro.mp3]Interessante come sempre l’intervento di Aldo Bonomi (dal min. 13′ 24”) che ricorda, tra le altre cose, come l’accostamento dei lavoratori della conoscenza al “popolo dell’happy hour” sia davvero una sciocchezza. La questione dei freelance ha radici ben più profonde e orizzonti allargati, che vanno ben oltre il campanile delle città italiane. Lo dimostra, per esempio, l’interessante ricerca videografica di Delia Peccetti che è partita da Genova per inquadrare figure e problematiche che vanno al di là dei territori e delle professioni.
Il lavoro video della Peccetti, come ricorda l’autrice, vuole “comprendere le diverse situazioni e i punti di vista per contrastare gli stereotipi ancora dominanti sul lavoro autonomo, fare emergere problemi e necessità , ma anche determinazione, fiducia nelle proprie capacità e la volontà di superare le difficoltà , nella speranza di non restare sempre invisibili e dover contare soltanto sulle proprie capacità “. Ciò che emerge da questa videoinchiesta è un semplice dato di fatto: se fino a oggi i sentimenti di scontentezza venivano gestiti a un livello privato dagli autonomi, ora cresce la necessità di trovare una dimensione collettiva nella quale condividere le proprie esperienze fino ad arrivare a nuove forme di rappresentanza per cercare di essere meno labili sul mercato.
Nel libro Vita da freelance l’abbiamo chiamato “principio di coalizione“. Guarda la videoinchiesta:
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