Ci sono persone che pur invecchiando non migliorano. Lavorammo insieme circa tre mesi, in una Web agency, poi io – dopo avere approfittato di un viaggio premio aziendale (neoassunto da 2 settimane!) – cambiai strada e iniziai con il giornalismo [quanto mai!]. Non nascondo un certo piacere nel ritrovarlo online, con la sua solita dissacrante capacità  di fare del mondo del lavoro, di manager e super esperti di Hi-tech e comunicazione, un piacevole spezzatino in salsa surreale.

Questo uno stralcio tratto da un post a caso di Andrea Secci, geniale fannullone, che ha inaugurato da poco il suo blog Back To Tech:

“Prosegue il nostro studio sui disturbi provocati dalla corsa al potere manageriale. Uno dei primi sintomi si manifesta quando in casa si rompe qualcosa. Se, per esempio, il lavandino del bagno perde, il manager apre subito una gara e coinvolge almeno cinque idraulici. Ognuno di loro viene invitato in casa e dovrà  consegnare in busta chiusa il preventivo e la strategia che intende adottare per aggiustare il rubinetto. Il vincitore della gara, verrà  quindi gratificato e investito del titolo di Partner.”

Da tenere sotto stretta osservazione.

Il giorno seguente alle buone notizie sull’occupazione registrata da Istat, qualcuno ha deciso di rovinare la festa e fare i conti sui precari. Emiliano Mandrone e Nicola Massarelli pubblicano su La Voce.info i risultati. Questa la sintesi finale:

Complessivamente l’area della precarietà  coinvolge 3.757.000 individui, tra i quali uno su quattro non è occupato. L’incidenza di tale area sulla platea potenziale di riferimento costituita da tutti gli occupati e dai non occupati con precedenti esperienze lavorative che mantengono un certo attachment con il mercato del lavoro (complessivamente 25.613.000 unità ) si attesta al 14,7%. L’incidenza dell’occupazione precaria sul totale (23.001.000 unità ) è pari al 12,2%, mentre tra coloro che non hanno più un lavoro, ma sono in cerca di una nuova occupazione o sarebbero immediatamente disponibili a lavorare (2.612.000 unità ) i precari sono il 36,3%.

E qui la tabella riassuntiva:

 Forma contrattuale Status occupazionale Numero di lavoratori
  Valori assoluti Incidenza (%)
 Dipendenti a termine
 involontari (tutte le
 tipologie contrattuali)
Occupati 1.979.000  
Non più occupati 789.000
 Co.Co.Co e/o
 Co.Co.Pro
Occupati 394.000*
Non più occupati 67.000
 Collaboratori occasionali Occupati 71.000*
Non più occupati 54.000
 Autonomi con Partita Iva Occupati 365.000
Non più occupati 38.000
 Totale lavoratori precari Occupati 2.809.000 12,2**
Non più occupati 948.000 36,3***
Totale 3.757.000 14,7****
 Fonte: La Voce.info – Elaborazioni degli autori su dati ISTAT-RFL e ISFOL-PLUS
 Note: (*) Valore medio tra RFL e PLUS; (**) Sull’occupazione complessiva;
 (***) Sulle persone non più occupate ma in cerca di un nuovo lavoro o
 immediatamente disponibili a lavorare; (****) Sulla platea di
 riferimento complessiva.