Il tormentone di questi giorni trova un momento di approfondimento nel ricco documento curato da Carlotta Serra dal titolo “La Riforma del Mercato del Lavoro di Marco Biagi” (file .PDF), liberamente scaricabile dal sito della Fondazione Universitaria Marco Biagi, che riporta anche gli articoli più significativi usciti in questi giorni sulla Legge Biagi.
Autore: Dario Banfi
Back to Secc
Ci sono persone che pur invecchiando non migliorano. Lavorammo insieme circa tre mesi, in una Web agency, poi io – dopo avere approfittato di un viaggio premio aziendale (neoassunto da 2 settimane!) – cambiai strada e iniziai con il giornalismo [quanto mai!]. Non nascondo un certo piacere nel ritrovarlo online, con la sua solita dissacrante capacità di fare del mondo del lavoro, di manager e super esperti di Hi-tech e comunicazione, un piacevole spezzatino in salsa surreale.
Questo uno stralcio tratto da un post a caso di Andrea Secci, geniale fannullone, che ha inaugurato da poco il suo blog Back To Tech:
“Prosegue il nostro studio sui disturbi provocati dalla corsa al potere manageriale. Uno dei primi sintomi si manifesta quando in casa si rompe qualcosa. Se, per esempio, il lavandino del bagno perde, il manager apre subito una gara e coinvolge almeno cinque idraulici. Ognuno di loro viene invitato in casa e dovrà consegnare in busta chiusa il preventivo e la strategia che intende adottare per aggiustare il rubinetto. Il vincitore della gara, verrà quindi gratificato e investito del titolo di Partner.”
Da tenere sotto stretta osservazione.
Sale l’occupazione, i precari sono il 12,2%
Il giorno seguente alle buone notizie sull’occupazione registrata da Istat, qualcuno ha deciso di rovinare la festa e fare i conti sui precari. Emiliano Mandrone e Nicola Massarelli pubblicano su La Voce.info i risultati. Questa la sintesi finale:
Complessivamente l’area della precarietà coinvolge 3.757.000 individui, tra i quali uno su quattro non è occupato. L’incidenza di tale area sulla platea potenziale di riferimento costituita da tutti gli occupati e dai non occupati con precedenti esperienze lavorative che mantengono un certo attachment con il mercato del lavoro (complessivamente 25.613.000 unità ) si attesta al 14,7%. L’incidenza dell’occupazione precaria sul totale (23.001.000 unità ) è pari al 12,2%, mentre tra coloro che non hanno più un lavoro, ma sono in cerca di una nuova occupazione o sarebbero immediatamente disponibili a lavorare (2.612.000 unità ) i precari sono il 36,3%.
E qui la tabella riassuntiva:
| Forma contrattuale | Status occupazionale | Numero di lavoratori | |
| Valori assoluti | Incidenza (%) | ||
| Dipendenti a termine involontari (tutte le tipologie contrattuali) |
Occupati | 1.979.000 | |
| Non più occupati | 789.000 | ||
| Co.Co.Co e/o Co.Co.Pro |
Occupati | 394.000* | |
| Non più occupati | 67.000 | ||
| Collaboratori occasionali | Occupati | 71.000* | |
| Non più occupati | 54.000 | ||
| Autonomi con Partita Iva | Occupati | 365.000 | |
| Non più occupati | 38.000 | ||
| Totale lavoratori precari | Occupati | 2.809.000 | 12,2** |
| Non più occupati | 948.000 | 36,3*** | |
| Totale | 3.757.000 | 14,7**** | |
| Fonte: La Voce.info – Elaborazioni degli autori su dati ISTAT-RFL e ISFOL-PLUS | |||
| Note: (*) Valore medio tra RFL e PLUS; (**) Sull’occupazione complessiva; (***) Sulle persone non più occupate ma in cerca di un nuovo lavoro o immediatamente disponibili a lavorare; (****) Sulla platea di riferimento complessiva. |
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