Piacevole sorpresa nel leggere il report di maggio rilasciato da Monster Italia con i numeri che inquadrano l’evoluzione dell’attività  e la tipologia di utenti del servizio. In un anno gli account attivi di Monster.it sono aumentati del 42%, le visite del 54% e le offerte inserite dalle imprese del 110%, arrivando a quota 19.500. Ad aprile 2007, dei 1.250.000 CV presenti nel database il 9% (112.500) sono risultati essere manager e l’1% (12.500) senior executive! Aumenta mese su mese il numero di manager e di laureati che si candidano online. Un dato positivo, che speriamo costringa a ripensare i servizi interni, l’informazione, i meccanismi di attrattività  dei portali per il lavoro, puntando anche su qualifiche di alto profilo.

Le categorie più richieste su Monster.it
Le categorie più richieste
Fonte: Monster.it – maggio 2007

Monster MobileDa segnalare anche l’intensa attività  che si sta giocando dietro alle quinte sul piano tecnologico. A breve è prevista infatti una versione mobile per la ricerca sulla piattaforma di Monster.it e l’integrazione dei feed RSS per le vacancy.

Importante anche la scelta di trasparenza rispetto al mercato del lavoro: Monster.it è la prima Agenzia per il Lavoro online ad aver ottenuto l’Autorizzazione Ministeriale Definitiva.

Chiedo venia ad Antonio e Alberto, ma riesco soltanto oggi a postare su questo bellissimo tema da loro affrontato tempo fa. La questione è molto, molto attuale. Questa settimana a Cervia i direttori HR delle maggiori imprese italiane discutono proprio di talent management. àˆ di moda, ok, ma siamo anche in un periodo in cui l’appiattimento del sistema di ricompense, l’emarginazione degli alti potenziali, soprattutto giovani, e la flagranza di reato di smaccate supervalutazioni stanno mettendo allo scoperto un sistema italiano di valutazione del Capitale Umano a dir poco raccapricciante. In politica, nelle imprese, nel sistema sociale. Qualcuno si è stancato. Io, per esempio. E così vi propongo questo (lungo) post, per blogger e non solo.Continua a leggere

Espressione usata da Marco Camisani Calzolari, che – commentando un post di Lele Dainesi dedicato a un aperitivo che una nota società  di informatica offre ai blogger italiani “più influenti” – sostiene, per inquadrare (o meglio, escludere) chi non condivide lo spirito dell’iniziativa, che ci sia “un discreto gruppo di semidisoccupati in cerca di esperienze che spende il tempo che ha criticando quel che fa chi si sporca le mani, senza avere le competenze per farlo”.

Il post parlava di “inclusione”.