Sconcerto GlobalePiù che globale direi che lo sconcerto è per quell’Italia delle truffe di quartiere che fanno scuola, per quell’angolo buio del mondo degli affari che si scopre sempre più devianza congenita, alterazione dell’anima, scompenso del sistema. Sconcerto globale è un libro per manager, breve, cinico e leggero. La scrittura pulita si consuma in un pomeriggio all’aria aperta o ascoltando il Cd allegato con le musiche di Luigi Fiore. Meglio se tutte e due le cose insieme.

Otto racconti di quattro autori (Cristina Volpi a mio avviso la migliore) fotografano a scatti ravvicinati un ambiente melmoso, elegante ma profondamante prevaricatore, preciso quanto falso. E in questo limbo del manager in carriera si consumano tradizioni neofaustiane: dal “mobbing retributivo” alle promozioni sotto le lenzuola, dalle truffe internazionali al patto col diavolo, dagli omicidi all’incapacità  di rappresentare la verità  dei fatti. Testo consigliabile. Non eccezionale, ma leggero.

P.S. Ho scoperto dopo avere scritto questo post che ne parlava, lo stesso giorno, anche MioJob.

Presentato ieri, il Rapporto Istat “La situazione del Paese nel 2006” dedica tutto il Capitolo 4 (File .PDF, 2 MB) al mercato del lavoro. Si legge:

L’economia italiana sembra aver acquisito una capacità  di creare posti di lavoro a ritmi soddisfacenti, adeguati ad assorbire uno sviluppo relativamente lento dell’offerta di lavoro, quale è quello prevalso negli anni recenti e, anzi, rendono possibile un graduale ridimensionamento dell’area delle persone in cerca di lavoro. Tuttavia, dopo una fase piuttosto lunga di crescita significativa dell’occupazione, il sistema economico del nostro Paese resta ancora caratterizzato da un grado particolarmente basso di coinvolgimento nel mercato del lavoro della popolazione in età  attiva.

In altre parole, la disoccupazione cala, chi cerca ha maggiori opportunità  di trovare, ma molti non partecipano ancora attivamente al mercato del lavoro, soprattutto nel segmento dei giovani (che preferiscono prolungare gli studi piuttosto che rimanere sottoccupati) e al Sud. E sembra questo il problema maggiore che l’Istituto di ricerca mette di fronte al Governo e alle parti sociali come più pressante, in particolare rispetto al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona e alla situazione degli altri Paesi dell’Unione (esclusi gli ultimi arrivati nell’UE a 25). Impressionante il progresso della Spagna, che però fa un ricorso molto alto al tempo determinato.

Bella le rappresentazione grafica dei tassi di occupazione per area geografica, che riportiamo qui sotto.

Occupazione 2006 - ISTAT
[Fonte: Istat – “La situazione del Paese nel 2006” – Cap.4]
Chi desidera consultare il Rapporto Istat completo può scaricarlo in formato PDF qui.