Migliorare la scuola per rendere più forte il mercato del lavoro. Più docenti e completamento della riforma dell’autonomia universitaria. Questo è il messaggio odierno di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, in materia di lavoro, un tema trattato comunque marginalmente durante la sua relazione annuale. Continua a leggere

Ogni lavoratore freelance sa che durante il mese è indispensabile ritagliarsi una o due giornate da dedicare al recupero crediti. Quello che nelle imprese fanno in amministrazione, il buon tuttofare autonomo se lo deve fare per conto suo. E a causa dell’ignoranza dei lavoratori dipendenti, e della mancanza di cultura d’impresa dei Dilbert nostrani in materia di rimborsi e costi, molto spesso c’è chi se la prende in quel posto.

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Ogni tanto mi capita di visitare clienti e di trattenermi per tempi lunghi nei loro uffici. Ieri, per esempio, dopo un piacevole martedì trascorso a Roma, sono capitato in una sede staccata di una grande impresa fuori Milano. Nell’arco di 24 ore sono passato da un clima discretamente sereno, nonostante problemi contrattuali dei collaboratori, alla tomba della creatività  di dipendenti supreprotetti e spesso anche nullafacenti. E mi è venuto in mente un mio ex capo, incapace di comunicare, innovare e guidare team. Decisamente paraculato, che non muoveva foglia neppure se gli disfavano l’ufficio.

Due considerazioni veloci: 1) molto spesso è il capo ufficio che fa la differenza, motiva, trascina, diverte, appassiona e questo genera un meccanismo virtuoso che porta le persone a crescere professionalmente, maturare esperienze, studiare, aggiornarsi, rischiare (che in fondo è la vera formazione continua); 2) la sicurezza sul lavoro non necessariamante rende più libera o rilassata la creatività .

Sono andato a ricercare una citazione che trovai ai tempi dell’Università . L’ho ripescata:

Si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità , del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità  d’energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare. (F. Nietzsche, Aurora, 1981).