Questo sassolino lasciatemelo togliere. Oggi Libero Mercato titola “Il governo farà cassa sugli atipici” (file .TIFF) un pezzo dedicato alla possibile manovra correttiva che consentirà l’innalzamento ulteriore [dopo quello previsto in Finanziaria e attuato con circolare Inps di gennaio] delle aliquote contributive per i lavoratori atipici. Copiando testualmente senza troppi pudori una riflessione (file .PDF) di sei mesi fa di Giuliano Cazzola, l’autore sostiene che aumentare i contributi ai Co.co.pro sia gravoso per i lavoratori parasubordinati. Meglio alzare un tetto “virtuale” dei contributi accantonati e lasciare al tempo la gradualità di un innalzamanto della parte reale di finanziamento. Gli ultraliberali feltriani sostengono in sostanza di fare anticipare allo Stato il futuro “scalone previdenziale” degli atipici! Continua a leggere
Autore: Dario Banfi
Cicli ed emicicli
Come si fa in paese che ama definirsi civile a manifestare in favore della Lioce e urlare a viso aperto slogan del tipo “Non pedala più Marco Biagi!“?? Contro questa immondizia dovrebbe pronunciarsi più spesso il Senato, invece di giocare alla democrazia nel giustificare ingerenze o soprusi nel conflitto tra baronati. Mi è personalmente piaciuto l’editoriale di ieri di Francesco Riccardi pubblicato su Avvenire – èLavoro, che ha ricordato la bontà dell’opera di Marco Biagi, che oggi “pedala con altre gambe”, quella della vera Democrazia, spazio di confronto civile in cui è possibile cambiare ciò che va cambiato senza urlarsi addosso. Così scrive:
Certo, la strada del lavoro in Italia non è un viale alberato in discesa. Ci sono buche, ostacoli, gli angoli bui del lavoro nero e della precarietà . C’è ancora tanto da fare per migliorare la tutela dei lavoratori. Ed è assolutamente legittimo (anche se non sempre condivisibile nel merito) che un governo progetti di correggere alcuni aspetti di una legge. Girare il “manubrio della bicicletta” in un’altra direzione è sempre possibile. In democrazia si può anche decidere di cambiare completamente mezzo. Inaccettabile, invece, è stravolgere la verità . Sommamente pericoloso è cercare di aizzare alla rivolta una generazione.
Ancora sui metamotori per cercare lavoro
Da quando l’ipertesto, con il salto generazionale dell’XML e i metatag, ha scalato di una posizione la sua capacità di etichettare contenuti in maniera dinamica, e da quando è esplosa la mania dei <tag> sui contenuti online (blog e affini), sembra che la voglia di acciuffare materia digitale con sistemi che sfruttano i metamarcatori sia inarrestabile. E se a questo si devono la fortuna del Web 2.0 e le chiacchiere che gli girano intorno, il caso dei metamotori per il lavoro dimostra che questa piccola rivoluzione può dare vita anche a servizi che funzionano, facili da usare e per tutti…
Tutto questo per segnalare una new entry nei metamotori di ricerca per il lavoro. Si chiama BigList.it che dichiara di avere indicizzato già 90.000 annunci di lavoro in Italia [per esempio: 1.500 offerte per segretarie a Milano, 1.200 ingegneri a Torino e oltre 3.000 operai a Napoli ecc.].
La lista si allunga, come si può notare, e sta rimarcando una tendenza da non sottovalutare. Oggi in Italia i principali metamotori per il lavoro sono JobCrawler, JobRapido, eurekajob e Motore Lavoro ai quali si aggiunge apputo BigList.it. Funzionano tutti allo stesso modo poiché consentono di immettere una chiave di ricerca relativa al lavoro desiderato e una seconda voce [tranne per Motore Lavoro] per identificare l’area geografica. I risultati fanno riferimento a qualsiasi tipo di domanda di lavoro pubblicata su Internet presso operatori specializzati o singole aziende (!) e rimandano con un link agli annunci originali.