Oggi giornata internazionale. Alle 17.00 visita dell’amico Lucio (coautore di “Diventare Manager 2.0“), che ogni tanto passa di qui dagli States. E questa sera conversazione via Skype con l’amica Eva, da Budapest. Entrambi mi hanno chiesto della bimba e quanto tempo la madre conserva il posto di lavoro in Italia per dedicarsi alla maternità . Statisticamante posso dire che siamo virtuosi, ovvero stiamo nel mezzo. Negli Usa infatti dopo 4 mesi è consigliabile rientrare al lavoro. Pena la sostituzione di fatto del ruolo ricoperto. In Ungheria, invece, le madri conservano di diritto il posto per tre anni.

Oggi Il quotidiano di Sicilia (file .TIFF) pubblica una classifica del tempo medio che occorre nelle diverse Regioni d’Italia per trovare lavoro. Sarebbe bello leggere ogni tanto anche indagini sulla ricerca extraterritoriale, via Internet. Ovvero quanto ci mette un ragazzo in Basilicata a trovare un’occupazione in Trentino Alto-Adige. Temo, però, che non sia soltanto una questione legata al basso utilizzo della Rete per cercare lavoro quanto un radicato timore nell’allontanarsi dal Campanile vicino a casa.

Regioni Durata della ricerca di lavoro (in mesi)
Trentino Alto Adige 4,3
Umbria 5,6
Friuli Venezia Giulia 6,7
Lombardia 6,8
Veneto 6,9
Emilia Romagna 7,2
Piemonte Val d’Aosta 10,9
Liguria 12,2
Marche 12,5
Lazio e Abruzzo 12,8
Toscana 13,5
Campania e Calabria 19,5
Molise 19,8
Sicilia 22,1
Puglia 22,3
Basilicata 22,3

Dalle intercettazioni di Massimo D’alema e Giovanni Consorte, presidente della Unipol (via Repubblica).

– Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
– D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
– Consorte: esatto. E’ da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
– D’Alema: va bene, vai!

Qualcuno spieghi a D’Alema qual è esattamente il rapporto tra Banche e mondo del lavoro oggi in Italia, se ne esiste uno.