La conferenza di Veltroni & Co. si può vedere qui. In estrema sintesi:

  • Veltroni: il decreto sulla defiscalizzazione degli straordinari, di cui non si conosce ancora il testo definitivo, non favorisce le donne ed esclude in maniera impropria i lavoratori della Pubblica Amministrazione (forze di Polizia, infermieri, addetti ai servizi alla persona ecc.). Ha profilo di incostituzionalità ;
  • Lanzillotta: E’ incostituzionale detassare redditi di uguale natura! Meglio puntare sulla detrazioni rispetto alle defiscalizzazioni. Il decreto è ideologico, dice Lanzillotta;
  • Letta: Il PD farà  proposte di emendamenti per eliminare la discriminazione pubblico/privato. Un infermiere pubblico e uno privato hanno regimi fiscali diversi: perché? Il PD è per dare maggiore peso alla contrattazione di II livello e alla defiscalizzazione dei premi di produttività , perché creerebbero minori distorsioni di mercato (per esempio sul Sud o sulle donne);
  • Treu: Il decreto è un “pasticcio discriminatorio” verso le donne, la P.A. e aree del Mezzogiorno e del Nord dove ci sono crisi. Ne beneficia una platea ridotta. Cita il settore tessile (fatto da molte donne), che ha puntato su orari flessibili: deve ora fare inversione di rotta, con possibili effetti controproducenti. Occorre piuttosto favorire il decentramento contrattuale e puntare sui premi di produttività ;
  • Damiano: Oltre a ricordare la scadenza sui lavori usuranti, chiede al Governo come si integra la sua riforma sulla “pensionabilità  del salario di produttività ” (D.Lgs 247/2007 €” Protocollo sul Welfare) e il nuovo decreto sulla defiscalizzazione.

Desktop Get This DoneNon sono un fanatico delle teorie GTD (anche se mi sono disegnato il desktop esattamente con questa finalità  e tutti i task che impiegano meno di 2 minuti di elaborazione li chiudo appena si presentano..) – che sta per Get This Done (Cfr. “Detto fatto!” di David Allen) – ma devo dire che non fa male a chi lavora in autonomia una rinfrescata periodica del principio secondo il quale la gestione efficiente del tempo sia realmente la chiave della produttività  individuale.

In epoca di straordinari detassati – che non c’azzeccano, ovviamante, un fico secco con il lavoro autonomo – pur ponendo interrogativi interessanti nel raffronto – sorge spontana una domanda: come può un freelance, indipendente, migliorare le entrate senza alzare il costo delle prestazioni?

Quando non hai via di scampo sul “lavoro extra” (superando le civili 60 ore di lavoro a settimana) che sarà  tassato sempre uguale, una delle soluzioni è di abbreviare i tempi di esecuzione. O meglio, eliminare tutte quelle distorsioni del tempo che intaccano la qualità  dell’esecuzione. Le teorie GTD lavorano spesso sulle marginalità  ed è una buona opzione. Perché se è vero che per scrivere un articolo ci vuole il tempo che ci vuole, non si può dire altrettanto delle risposte alle e-mail, della verifica dell’home banking e altre faccende collaterali [come amministrazione, finanza, marketing, relazioni, blog ecc.], che non sono esattamente il core business di un professionista, ma che ti ammorbano come la calura estiva e certo non puoi evitare a meno di spendere migliaia di euro in servizi (…e condizionatori).  

Zen habitsA questo proposito segnalo ai curiosi, dallo spirito euristico, una proposta per migliorare i comportamenti individuali durante il lavoro autonomo. Si tratta di una variante del GTD, definita Zen To Done (ZTD), che si qualifica come “The Ultimate Simple Productivity System” e analizza – a differenza della teoria di Allen – un habit alla volta. L’autore del blog Zen Habits (57K subscribers ai suoi feed!) richiama alcune simpatiche e a mio avviso utilissime regole (cfr. anche qui) per aggredire la passività  alle situazioni più dispersive. Sì, certo, alcune sono un po’ delle “americanate”, ma come si dice in ZTD basta prendere ciò che serve, a piccole dosi. Salvo il fatto che la teoria dei 2 minuti di GTD continua ad avere, a mio avviso, una sua porca funzionalità .

Le caramelle HariboDarsi delle regole non è sbagliato, no?

Non è immediato seguire ovvie quanto difficilmente realizzabili indicazioni del tipo “Semplicemente fallo!“, ma non è neppure il caso di trovare motivazioni e stimoli positivi soltanto nei prodotti della Haribo, ai quali credo oramai di avere sviluppato una pericolosa dipendenza :-) 

Sono numeri impressionanti quelli che sta registrando in silenzio il Ministero del Lavoro, che per la prima volta nella storia è in grado di produrre dati reali sull’occupazione (diversi cioè da quelli Istat, realizzati con calcolo statistico). Comunicazioni ObbligatorieSi tratta delle Comunicazioni Obbligatorie (CO), un istituto che con il Decreto Interministeriale del 30 ottobre 2007 è stato esteso a tutti i datori di lavoro pubblici e privati che hanno l’obbligo di comunicare alla Pubblica Amministrazione l’assunzione, proroga, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro. L’imposizione €” che interessa datori di lavoro privati, enti pubblici economici, pubbliche amministrazioni, agenzie di somministrazione e intermediari €” è diventata operativa dall’11 gennaio 2008. Da questa data a oggi le CO trasmesse sono oltre 6 milioni e diventeranno circa 30 milioni (!) a fine anno.

Sono 4 tipologie di comunicazioni, pensate tra l’altro per prevenire le cosiddette “morti bianche”, lavoro nero e irregolarità . Ciò che più interessa, come si può intuire, sono le assunzioni (da comunicare il giorno che precede l’inizio del rapporto di lavoro), che danno il polso della situazione italiana sulla mobilità  lavorativa e sulla dinamicità  del mercato. La diffusione è ancora limitatissima, perché sono dati che vanno ancora compresi fino in fondo – per esempio la creazione di spin-off aziendali (cambio di ragione sociale) di un’impresa comporta la riassunzione ecc. – ma già  si può notare come ci siano alcune sorprese, per esempio sul rapporto tra numero di comunicazioni che riguardano il tempo determinato + co.co.x + somministrazione e, sul fronte opposto, quelle relative al tempo indeterminato.

Le comunicazioni obbligatorie al 28 aprile 2008

Comunicazioni obbligatorie - 28 aprile 2008
Dati al 28.04.2008 (dall’11.01.2208) – Fonte: Ministero del Lavoro

Questa base dati è una vera manna per ragionare in termini reali sull’andamento dell’occupazione e sulle dinamiche legate ai cosiddetti contratti precari/flessibili. E’ un secchio da cui pescare, ma dal quale ancora nessuno – in particolare i giuslavoristi italiani, gli opinion maker e i giornalisti d’opinione – ha attinto acqua.

P.S. A chi interessa il funzionamento tecnico, che tra l’altro è un esempio stupendo di cooperazione applicativa multipiattaforma (MS, IBM, OpenSource) su SPC, con raccolta dati in XML disponibili per altri Enti (Inail, Inps ecc.) via Web Services, lascio questo articolo in download: “Il sistema informatico delle comunicazioni obbligatorie” [.PDF, 1,8 MB da Innovazione.PA di aprile 2008].