Una moda recentissima, testimoniata da molti commentatori del mercato del lavoro (e soprattutto della Legge Biagi), giornalisti e autori di libri, è di considerare la flessibilità  come una condizione dello spirito, una qualità  legata all’impegno che – se sincero – verrà  premiata. Per loro l’happy end è sempre prima dei titoli di coda che chiudono la saga della precarietà  e la ribattezzano, ex post, “flessibilità “. Una logica un po’ “hegeliana”, un po’ ruffiana. Purtroppo, però, non sanno mai indicare quanto durerà  il film e come mai per qualcuno la sintesi non arrivi mai.Continua a leggere

OperaioHa vinto il Sì. Il protocollo sul Welfare è passato con qualche mal di stomaco di Fiom, PRC e di molti altri che voce in capitolo proprio non ce l’hanno. La democrazia diretta di chi ha una tessera sindacale – 5 milioni (3 di lavoratori + 2 pensionati) su 25 milioni di lavoratori e 16 milioni di pensionati – ha surclassato quella rappresentativa e parlamentare. Sebbene i sindacati affermino che si è trattato di una verifica “interna”, è inutile negare che è stata una prova politica. Per riaffermare un metodo, soprattutto, visto che si rilasciano in prevalenza dati in percentuale e non in termini assoluti (con l’esclusione di Sicilia 222.821 vontanti; Sardegna ca. 100mila, Puglia 139.849 e Marche 36.236).

La maggioranza di una minoranza di italiani ha confermato così le scelte governative. Ora si discute di quale rappresentatività  possono ancora avere i sindacati per recuperare quelle nicchie di iscritti all’interno di quella “non trascurabile minoranza” di lavoratori italiani. Questa parte è lo zoccolo duro della grande impresa. Come dice Massimo Giannini è costituita dal classico “maschio, cinquantenne, garantito, fortemente ideologizzato“: è lui – lavoratore di Termini Imerese, di Mirafiori o della Piaggio – che domani potrà  mettere in scacco il Consiglio dei Ministri in questa “grande prova di democrazia”.

La Primarie del Partito DemocraticoDomenica 14 ci sono le Primarie per il Partito Democratico. Quale posizione avrà  la nuova compagine sul tema del Lavoro?

All’ultimo Congresso dei DS si è sentito dire: “Il Partito Democratico deve essere un grande partito del lavoro e rappresentare politicamente il valore del lavoro in quanto massima espressione della personalità , della creatività , dell’ingegno umano oltre che della dignità  della persona“. Il Manifesto programmatico del nuovo Partito Democratico parla più precisamente del Lavoro Continua a leggere