Come sapete il buon Livio da tempo sta proponendo su questo blog alcune importanti riflessioni sul tema della paternità . Oggi il Corriere della Sera e Il Giornale riportano la notizia che il ministro degli esteri inglese David Miliband ha chiesto il congedo parentale. Chapeau. Un esempio notevole, devo dire. Per una nazione e per la sua cultura del lavoro.

In Italia la cultura della paternità  è ancora piuttosto ferraginosa, anche nei metodi per forzare un cambiamento. Prova ne è l’aneddoto raccontato da Angela Padrone, che riporta l’esperienza di Giulia Buongiorno, l’avvocato di Giulio Andreotti, che dopo avere assunto una nuova dipendente in studio chiama la società  del marito e dichiara: “Vorrei assumere questa persona, però voi mi dovete garantire che concederete anche al marito di assentarsi per le malattie del figlio, così da dividere l’onere tra me e voi. Altrimenti sarete responsabili della mancata assunzione di questa avvocatessa“.

Un giro piuttosto complicato per ribadire che tra diritto (prendersi permessi e malattia per assistere un familiare indipendentemente dal sesso del richiedente) e condizioni di fatto [e soprattutto cultura d’impresa, in molti casi ferma al modello patriarcale degli anni ’30] esiste una spettacolare distanza che soltanto i paradossi mettono alla scoperto.

E tra le numerose contraddizioni in materia vi segnalo la mia personale.Continua a leggere

Vuole dire tante cose a seconda che si intenda per “lavoro” il prodotto finito, il processo, le tutele con cui lo si esercita. A proposito di messa in opera, ovvero di risultato, queste sono due frasi lette questa mattina su una stampa di grandi dimensioni (4 metri x 2) nel laboratorio di una tipografia:

La qualità  è fare bene la prima volta
La qualità  è quando torna il cliente e non il lavoro

Internet che funziona - Seconda EdizioneDopo Diventare Manager 2.0 un’altra mia piccola creatura cartacea (la sesta), scritto in collaborazione con Andrea Bagatta.

Il testo aggiorna la prima edizione di Internet che funziona, scritto nel 2005. Ovviamente c’è molto più Web 2.0, social network, blog, feed reader, accrocchi per telefonare, motori di ricerca, nuovi sistemi per cercare lavoro online e fuffa varia a uso degli utenti Internet.

Un testo entry level, tascabile, leggibile, lavabile. Nella collana Pocket di Feltrinelli/Apogeo. Non si compera a rate (costo: 7,5 euro).

Fabio, l’editor di Apogeo, mi ha gentilmente passato in anteprima la copertina. Le voilà .