Ne parla oggi Serena Uccello sul Sole 24 Ore che riporta la periodica indagine (Cfr. anche l’analisi del 2005) di Metis sui canali per la ricerca di lavoro. Internet è a quota 26% tra le preferenze degli italiani, alla pari della carta stampata (!).

Non avevamo dubbi sul fatto che il Web aumentasse la propria “quota”, nonostante offra oggi decisamente ancora poco: lavori legati prevalentemente a profili a bassa qualifica e servizi decisamente poco funzionali. Oso leggere il dato in questo modo: aumenta la fiducia nel mezzo da parte di chi prende confidenza con Internet, ma non si tratta di una reale risposta al miglioramanto dei siti degli intermediari che continuano a lasciare perplessi soprattutto manager e alte professionalità . Chi non è d’accordo alzi la mano.

Rimane poi un mistero l’efficacia dei singoli canali. Nessuno osa pronunciarsi in merito. Metis included.

L’idea di dare un bollino rosa alle imprese che non discriminano le donne (in ambito retributivo o nei percorsi di carriera), come annunciato oggi da Cesare Damiano, non mi trova assolutamante d’accordo. La cultura d’impresa non si appiccica a un vetro.

Se sono veri questi dati presentati oggi dal Ministro (e sono certo che lo siano)..

  1. le donne, pur avendo in media un titolo di studio più elevato, ricoprono meno professioni prestigiose e svolgono professioni senza qualifica più degli uomini: una su cinque fa un lavoro che richiede una formazione inferiore a quella maturata;
  2. le retribuzioni delle donne sono significativamente inferiori a quelle dei colleghi uomini;
  3. la nascita di un figlio toglie più di una donna su dieci dal mondo del lavoro: il 40% delle donne che non lavora, lo fa per prendersi cura dei figli;
  4. il 35% delle donne inattive è scoraggiata dall’assenza di opportunità  lavorative;
  5. soltanto l’1,2% delle donne arriva ad avere 40 anni di contributi, il 9% arriva a una contribuzione fra i 35 e i 40 anni e ben il 52% è al di sotto dei 20 anni di contribuzione.

..che cosa c’entrano Bollini e Libri Bianchi? Capisco l’approccio da ex Fiom, equilibrato e fatto di step condivisi, ma una sana doccia fredda al maschilismo dirigenziale forse sarebbe più utile. Il punto nevralgico non è soltanto quello alla base della piramide. C’è anche il vertice. Anche e soprattutto lì devono arrivare le donne perché si smuova l’intero sistema dei valori.

Suggerisco al Ministro: gli sgravi per le assunzioni di donne al Sud (o in ognidove) siano concessi soltanto alle imprese che hanno donne nei Cda aziendali..

Dilbert, Dogbert, Ratbert e Catbert

Ho sempre desiderato inserire citazioni dotte da Scott Adams nei miei articoli, ma non ho mai avuto occasione.

Il mio personaggio preferito da cui vorrei trarre ispirazione è Dogbert, non Dilbert (agli appassionati consiglio una sbirciatina al loro blog!!). A dire la verità  ci sono anche Catbert e Ratbert (qui sopra): il primo solitamente svolge l’attività  di direttore del personale pro tempore, mentre il secondo è uno stagista. Preferisco però il cane-consulente. Non saprei dire perché.. Me lo sono chiesto, ma non ne sono venuto a capo.. 

Mentre ci penso vi propongo – come dicono gli esperti – una breve job description..

  DILBERT DOGBERT
Inquadramento Dipendente (impiegato) Consulente
Mansioni Esecutive Direttive
Approccio al lavoro Passivo Propositivo con riserva
Competenze Ingegnere informatico Tuttofare, esperto di organizzazione aziendale e risorse umane
Carattere Bonario Cinico
Disponibilità  al dialogo Elevata Scarsa
Prospettive di carriera Nessuna àˆ già  ai vertici, a fianco del capo
Intelligenza Funzionale Creativa
Capacità  di team building Patetiche Eccellenti
Capacità  di delega Inesistente Sistematica