Italiani e ricerca di lavoro. Smaliziati, concreti, realisti o fessi? Ne parlano con dovizia di particolari Rosanna su JobTalk (Gli italiani mentono nel curriculum vitae e al colloquio, però adorano cercare lavoro in Internet) e Federico su MioJob (Fenomenologia della ricerca di lavoro “Troppo lunga l’attesa per una risposta”). Se siete interessati, in questo documento PDF (Fonte: Kelly Services) trovate tutti i dati per esteso.

P.S. Una sola nota. Personalmente non ritengo credibili alcuni valori, come i seguenti: Mezzi per trovare lavoro

Questi riportano il “principale mezzo grazie al quale i lavoratori hanno trovato il proprio attuale lavoro“. Un valore così elevato per la voce “chiamata da parte del datore di lavoro” indica chiaramente come il panel sia basato sui lavoratori che transitano dall’agenzia di lavoro che ha condotto il sondaggio (una simile distorsione si trova, per esempio, anche nelle Manpower Employment Outlook Survey, sulla domanda di lavoro, pubblicate mensilmente sulla base delle dichiarazioni dei clienti del Gruppo).

Dubito che gli annunci online superino il passaparola in Italia. Sarebbe un traguardo importante, ma ho come l’impressione che non siamo ancora arrivati a questo punto.

Cesare Damiano ha presentato un consuntivo degli interventi (file .PDF) che il suo mandato ministeriale ha messo in campo in questi anni, in particolare ha illustrato le novità  contenute nel protocollo sul Welfare e nella Legge Finanziaria. Alcune sono azioni soltanto previste, basate su una delega a un Governo che non esiste ancora, altre sono modifiche strutturali al nostro sistema di protezione sociale.

Il documento riassuntivo: “Dalla Legge alle persone“. L’intervento audio si trova qui (si ascoltino gli ultimi 10 minuti sulla responsabilità  della politica). Secondo Cesare Diamiano la crisi di Governo ha bloccato 5 tavoli di concertazione su modelli contrattuali, prezzi e tariffe, sicurezza, CCNL aperti e salari.

[Post filosofico] Da qualche giorno sono disponibili le relazioni degli ospiti del Festival dell’Economia di Trento (ed. 2008). A distanza di 6 mesi (finally) sono riuscito a ripescare quella di Umberto Galimberti – uno dei filosofi che più apprezzo, dalla grande capacità  divulgativa – dal titolo “Critica del pensiero calcolante” (file .Pdf).

Parla di economia, denaro, felicità , rapporti di produzione e come sempre di tecnologia. Parte del suo pensiero lo anticipammo nel post “Nothing that was my job“, dedicando poi uno speciale documento al pensiero di Gunther Anders al quale si ispira in più passaggi.

L’intervento di Umberto Galimberti è molto lineare e vale la pena replicare alcuni passaggi molto belli per comprendere come, nell’analisi del rapporto tra economia e tecnica [per esempio al centro del testo di Luca De Biase Economia della Felicità  (Feltrinelli, 2007), di cui spero di parlare in un prossimo post] il tema del lavoro (più che quello della semplice informazione o dei media) non sia estraneo, ma cruciale. Insieme al denaro, “unico fattore simbolico capace oggi di produrre valore” secondo Galimberti, i rapporti di produzione sono la chiave per capire i cambiamenti della società  contemporanea.Continua a leggere