Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già  terminato)…

… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale “in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità  è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività  (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.

Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).

[audio:Ristrutturazione.mp3]

Processo Mills BerlusconiPassa il Lodo Alfano al Senato. La discussione è stata posta, abilmente, sulla necessità  di tutelare le più alte cariche dello Stato, ma è sfuggito ai più (giornali inclusi) l’espediente tecnico che sta dietro a questa abile manovra. A me l’ha spiegato un GIP, che ringrazio! Non si tratta di “salvare” il Presidente del Consiglio. La posta in gioco non è infatti la rottura di scatole in termini giudiziari (la presenza ai processi ecc..) per le quattro figure coinvolte e neppure l’impunità  del Cavaliere, ma la corsa al Quirinale.

Ciò che non riusci ad Andreotti, come racconta Sorrentino, vuole ottenerlo Berlusconi. E ha messo le mani avanti, ieri. Ecco spiegato come.

Il Lodo (chissà  perché si chiama così, se non lo condivide l’opposizione) prevede la sospensione dei processi, ma anche dei termini di prescrizione. Non è dunque uno strumento utile a evitare condanne. In generale. Nel caso particolare del processo Mills-Berlusconi, però, sì. Coimputato nel processo c’è infatti l’avvocato londinese, la cui posizione andrà  stralciata. Il suo processo proseguirà  e si arriverà  a sentenza. Non importa di che tipo, importa – a Berlusconi e ai suoi avvocati – che si arrivi.

Questo infatti consentirebbe di ricusare finalmente (è noto che ci abbia già  provato, mettendo in chiaro le intenzioni di lungo termine…) il Giudice con successo. Nessun Gip, Gup ecc. (semplificando) può emettere due sentenze in uno stesso processo se viene ricusato. Ecco la vera chiave per fare ripartire il processo. La ricusazione della Gandus non serviva a evitare giudici antipatici, ma a fare ripartire la giostra. Nuovo giro, nuova corsa, fino a prescrizione.

Berlusconi in questo modo arriva alla prescrizione del reato (alla quale probabilmente giungerà  comunque, anche senza Lodo, ma questo poco importa) senza sentenze. Può arrivare cioè immacolato a candidarsi alla Presidenza della Repubblica, una posizione alla quale mai potrebbe ambire con una condanna, seppure mai applicata per la decorrenza dei termini di prescrizione. Chiaro a che cosa serve il Lodo?