Stabilizzazione, 19 giorni alla deadline (se non vi saranno proroghe). A che punto siamo?

Come già  ricordato in un post precedente il 30 aprile si chiude la finestra per richiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari. A fianco dell’inspiegabile titubanza di questo governo nel rendere chiare le condizioni, emerge anche un secondo elemento di riflessione. Ne parla Il Manifesto (file .TIFF), citando il caso di Ferrovie dello Stato e delle società  che in subappalto gestiscono il suo call center. Cosa succede a imprese come queste che si trovano tra l’incudine (ispettori alle porte) e il martello (possibili cause di lavoro)? Hanno deciso di puntare verso la conversione dei Co.co.pro in rapporti a tempo determinato. Il legislatore permette questo passaggio per contratti fino a 24 mesi.Continua a leggere

C’è chi si arrabbia e scrive al Presidente della Repubblica per denunciare i costi che un disoccupato deve sostenere per trovare lavoro, chi racconta vantaggi e svantaggi di fare redazione da solo a casa, con il telelavoro, chi fa nascere un blog interno a un’Università  per parlare di stabilizazione, chi si è costruito e continua la sua battaglia con un intero blog “a progetto”.

Al bar Mila, Micaela e Andrea.

Ciao Mila, allora hai scelto per il TFR?
No, mica devo farlo..
Ma non lavori in un ufficio superlusso, non sei assunta?
Sì, ma sono socia della cooperativa per la quale lavoro e poi siamo in quattro gatti.. Piuttosto Micaela ha sto privilegio.
E che c’entro io? Io sono una Co.Co.Pro. e per di più nel pubblico impiego, mica ce l’ho il TFR. Tra l’altro mi scade il contratto tra un mese, speriamo me lo rinnovino per la terza volta. Tu piuttosto..
Io? Non l’hai ancora capito, sono un lavoratore autonomo con partita IVA: chi me lo dà  il TFR? àˆ già  tanto se mi pagano tutte le fatture… In realtà  dovrei pensarci, il mio istituto di previdenza mi sta fregando alla grande..
Ah, beh. Siamo messi bene.”
Chi offre stasera?”