Puntata ieri di “Così stanno le cose” (La7) dedicata ai lavoratori senza tredicesima, con approfondimento sulle partite IVA. Per l’intero corso del programma la conduttrice ha cercato di fare passare il messaggio che le partite IVA fossero in prevalenza lavoratori dipendenti mascherati. Per l’intero corso della puntata tutti i suoi ospiti e gli interventi di Adele Olivieri, Salvo Barrano e Giulio Marini, hanno invece dichiarato esattamente il contrario. Persino la sindacalista di Nidil CGIL.

Ma è così difficile raffigurare una realtà  che cambia e il mondo del lavoro professionale autonomo senza ricadere nello stereotipo del “mancato dipendente” o del “precario”?

Giulio Marini - La7 Così stanno le cose

Letture interessanti per professionisti autonomi, freelance, lavoratori indipendenti. Da blog made in USA:

  • “On the Digital Labor Question” di Andrew Ross, pubblicato su Where We Are Now.  Articolo importante, direi quasi fondante, per una critica del lavoro digitale, un segmento oggi terra di conquista del lavoro autonomo e freelance, ma che offre anche condizioni terribili, da affrontare con molta molta attenzione. Scrive l’autore degli indipendent workers: “many of whom were the first to fall into the deep hole of the current recession..“. Il cuore dell’articolo ruota intorno al prezzo pagato oggi dai talenti, in particolare nell’ambito del settore del publishing. Da leggere;
  • Sul problema della protezione delle opere dell’ingegno dei freelancers, dove si ricorda che “Freelancers Should Adopt the Creative Commons License as Their Copyright”, si può leggere invece “To Share or Not to Share, That is the Question”, pubblicato sul blog FreelanceSwitch.com.

Nel mondo IVA si licenzia poco“. Così si esprime (correttamente a mio giudizio) Giuseppe Vitaletti sul Blog di Dario Di Vico “Generazione Pro Pro” dove continua serrata l’analisi e il confronto sui temi del lavoro autonomo. Chi sta seguendo il dibattito può trovare un’importante sintesi su quanto raccolto e raccontato dal Corriere della Sera in questi mesi si trova nell’articolo “Dal fisco al welfare, l’agenda delle partite Iva“, a cui fa seguito la risposta di Giuliano Cazzola, che enumera la miracolosa moltiplicazione delle fattispecie di partite IVA che i Governi dal 1995 in poi sono riusciti con sagacia a genererare e propone l’indecente aumento di ulteriori aliquote INPS affinché le Partite IVA abbiano qualche briciola in termini di assistenza. (Forse il politico PDL non ha capito il livello di tensione che si registra oggi in questo segmento di mercato del lavoro, dove, è vero, si licenzia poco, ma perché non esiste il buoncostume di fare contratti seri né lettere d’incarico. Una tensione che Anna Soru mostra molto cortesemente nella secca replica a Cazzola).

Quanto sta avvenendo per volontà  del Corriere in questi mesi è un confronto senza precedenti. Importante e trasversale, come non è mai accaduto.  Continua a leggere