àˆ il titolo della raccolta di testi che sta operando online la casa editrice Derive e Approdi, e diffondendo liberamente, relativi alla lettura e commento di “Ceti medi senza futuro?“. L’idea, molto bella a mio avviso, è di raccogliere gli interventi di alcuni dei relatori che sono stati invitati a presentare il libro di Sergio Bologna nelle diverse città .

Sono contributi interessanti, che l’autore del saggio introduce con questo testo inedito(formato .PDF), dove si può leggere:

La presentazione di un libro può essere a volte un’occasione per creare un evento con esiti imprevisti, per mettere in moto dinamiche latenti. […] I momenti più ricchi e interessanti, le volte in cui dici “beh, è valsa la pena pubblicarlo”, sono stati quando il pubblico si è impadronito della discussione. E’ accaduto all’Università  di Roma e all’Università  di Bologna, di fronte ad aule piene di studenti, è accaduto all’Università  di Padova, dove prima della presentazione si è proiettato un video su una lotta in corso di soci-lavoratori di una cooperativa della logistica…

Dei microsaggi che riporducono in forma scritta il dialogo sviluppato con Sergio Bologna si possono leggere (per ora) quelli di Lia Cigarini e Christian Marazzi. Il primo è centrato sul valore dell’approccio femminile al lavoro autonomo di seconda generazione.Continua a leggere

Che TrioloLa vicenda è iniziata oltre un mese fa (il 2 febbraio). Mentre lavora alla cassa una dipendente chiede di assentarsi per motivi fisiologici. Il cambio non arriva e se la fa addosso. Poi ha un’emorragia e deve andare al Pronto Soccorso. In seguito alla denuncia dei fatti, il 28 febbraio la ragazza è stata aggredita: bavaglio in bocca e testa nel W.C. con minacce e percosse. Fin qui sono notizie tristemente già  note, ma riportate dai giornali.

Fonte dell’immagine:
Blog “Lavoratori grande distribuzione”

Ora la vicenda – su cui si è buttata tre settimane fa anche la redazione delle Iene che ha tampinato Danilo Villa, direttore del personale Esselunga – si può ascoltare in presa diretta.  La donna racconta la storia via YouTube, filmata da Mosaico TV (qui la prima parte e la seconda parte dei video, oggi messi online). Le parole della vittima, al termine dell’intervista: “Essere iscritti ai sindacati non è un reato. Questa è una causa a livello nazionale, per tutte le persone che subiscono“.

Il racconto diretto (video) della sindacalista della UilTucs Roberta Musu spiega come sia avvenuta l’aggressione. La donna aggiunge: “In Esselunga partecipare ad assemblee sindacali fa precipitare il reddito di chi fa orari ridotti, che non viene più chiamato a fare supplementari“.

Esselunga, in seguito all’aggressione mandò una lettera a Radio Popolare (!), dicendo di essere dispiaciuta dell’accaduto. In realtà , la questione della pipì delle cassiere è un problema di vecchia data, citato già  nel libro di Renato Curcio “L’azienda totale” (Foglie, 2002): si legga questo articolo del Manifesto di cinque anni fa. Lo stesso giornalista, Luca Fazio, scrive il 6 marzo il pezzo “Esselunga paga e minaccia i giornali”. La vicenda si allarga così all’informazione: Caprotti alza il tiro, il segretario della FNSI lo accusa di “arroganza padronale”.