Talento da svendereEsce oggi il libro di Irene Tinagli “Talento da svendere” (Einaudi, 14,5 euro).

Lo attendevo, suggeritomi da qualche tempo anche dall’amica Loredana. Scrive così Michele Smargiassi, oggi, su Repubblica.it in merito al genio italico:

“Poveri ma geniali? Ma dove? A che serve il genio, quand’anche l’avessero nel Dna, ai 48 italiani su cento che non sanno usare Internet, alla spaventosa maggioranza che non sa neanche una lingua straniera, alla quasi totalità  che non sa cosa succede nel mondo? Dove starebbe questo genio, poi, che nomi ha? Rubbia, Levi Montalcini, Dulbecco, i nostri premi Nobel, che poi hanno tutti studiato e lavorato all’estero? “Michelangelo diventò un grande artista perché aveva un muro da affrescare, e io in Italia non avevo un muro”, così, amaro, Riccardo Giacconi, premio Nobel 2002 per la Fisica, italiano all’anagrafe, americano per obbligo“.

E penso a tre miei amici d’infanzia, forse i più talentuosi che abbia conosciuto. Max vive a Oklahoma City, è urologo, Alberto a San José, fa il ricercatore a Stanford, e Simone vive a Stoccolma, progetta aerei senza pilota per conto della Saab. Ci sono poi Marco a Lisbona, Erica e Cristiano a Parigi, Tommaso a Colonia. Miei coetanei, alcuni hanno famiglia e figli all’estero. Persone che stimo e vorrei fossero qui, in Italia, a portare valore. A camminare sulla fune.

Da dove rinasce “il Sistema Paese tra mentalità  imprenditoriale, cultura manageriale e politiche del lavoro?” Ovviamente da un bel villaggio vacanze, in un fantastico week-end fitto di relaxing time. L’idea è di HR Community, rampante associazione di direttori delle Risorse Umane, che ha organizzato un fantastico meeting sulla Meritocrazia al quale hanno aderito ovviamente moltissimi manager e AD a caccia – poveracci – di qualche raggio di sole e idee per rilanciare la produttività  (!). A che cosa serva poi un “lobbying time” in un posto dove si valorizza il merito resta comunque un mistero.

Punto Informatico LavoroAria di nuovi servizi online per il lavoro. Piccole novità , che danno un segnale preciso: l’attenzione a sviluppare nuove soluzioni per avvicinare il mondo del lavoro a Internet non cala.

Oltre al restyling di Monster.it – che ha semplificato l’accesso all’architettura delle informazioni interne e potenziato il motore di ricerca per posizioni –  restyling già  di qualche mese, ma che ancora non ho avuto modo di segnalare, è partito ieri il nuovo portale per i candidati di Manpower in Italia che è passato da una logica di presentazione istituzionale a una più orientata ai servizi online per l’incrocio domanda-offerta, mettendosi in gioco direttamente sul dominio manpower.it.

C’è poi una grande novità  ed è il canale tematico sul lavoro nel mondo IT realizzato dalla testata storica Punto Informatico. Si chiama PI Lavoro e conta già  400 CV. Si presenta in questo modo: “Unico nel suo genere in Italia, PI Lavoro pone al centro il lavoro a contratto, i rapporti tra liberi professionisti ed imprese ma anche la ricerca di un supporto veloce una tantum per progetti specifici“. Una scelta importante, che ritaglia nel mondo IT quello che Lavoricreativi.com già  faceva in altri contesti, andando incontro cioè a quel pubblico che Humanitech segue con particolare interesse, ovvero le Partite Iva.

Intanto si stanno facendo spazio sul fronte informativo anche CV-Lavoro, che suggerisco ai più giovani perché affronta (nel blog, per esempio) in leggerezza alcuni temi classici, e il blog di Catapulta.it, nato a dicembre che offre buoni spunti. Più professionale, ma senza interattività , è invece il sito vetrina del giornalista Walter Passerini, da poco in Rete. Segnalo infine l’ottimo restyling del sito di ISFOL (ne aveva bisogno, diciamolo) che presenta una rassegna molto ben curata dei siti istituzionali dedicati al lavoro e alla formazione, feed RSS per differenti categorie di aggiornamento.