L’effetto primario della precarietà  è la perdita di fiducia nelle proprie capacità “. Si perde l’interesse di base, che fa sentire vivi e curiosi. Come non associare le generali discussioni sul declino italiano a questo elemento? Senza sconfinare nella sociologia, ci sono comunque aspetti individuali piuttosto seri da prendere in considerazione, quando si affronta il tema della precarietà .

Ne parla qui lo psicologo Stefano Pisciutta.

L’analisi psicologica non esclude, a mio avviso, che esistano comunque almeno tre fattori oggettivi che stanno alla base della definizione di precarietà  nel mondo del lavoro: 1) la discontinuità  di reddito; 2) la discontinuità  di opportunità  lavorative; 3) il livello indeguato del compenso. 

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Un intervento leggermente monocorde, ma dai contenuti decisamente interessanti, soprattutto nelle parti in cui si evidenzia: a) il relativismo della precarietà , che va commisurata ai bisogni individuali; b) l’effetto creativo che può avere su chi ha forte volontà  autorealizzativa.

Tempo di grandi fatiche tra job bombing, Mgiv (ultima lezione saltata per lavoro, sob), la pioggia di F24, Tarsu, IVA ecc. da pagare, un tentato furto dell’auto, figlia a casa dall’asilo e altro. Il blog latita, lo avrete notato, ma c’è una pars dolens in tutto questo bailame di attività  che vale la pena di citare.

Dopo avere tirato un po’ troppo la corda il mio fisico mi ha castigato. Esito (dalle dimissioni dal Pronto Soccorso):

 Colica Renale

Sarà  stato l’effetto della morfina che mi hanno somministrato, ma a fissare quelle tende verde slavato – un attentato all’impegno dell’umanità  verso un mondo più estetico – in ospedale mi si sono inchiodati nel mesencefalo questi due pensieri: 1) e adesso sono fottuto con le consegne di lunedì. Come faccio con sta schiena a pezzi? Non ho mica uno stipendio a fine mese e il culo parato come chi sverna in ufficio d’estate, con aria condizionata e macchinette del caffé…; 2) il prossimo che sputa sul suo posto fisso, con la malattia pagata, gli assesto un colpo sulle reni da farlo svenire, sto coglione, che quando è a casa in convalescenza potrebbe ripassarsi in santa pace tutte le serie a fumetti della Bonelli degli ultimi sei anni pagato dall’Inail.