Il futuro del lavoro? Se basato su Internet farà  a pezzi i concetti classici di “posto” di lavoro, “carriera”, “organizzazione”, “progetti”, “produttività “, “individualità “, “merito”.

Una bella presentazione di Jeff Brenman da guardare:

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àˆ la provocazione della CGIL, che inserisce nel calcolo dei senza lavoro anche quelli che non lo cercano più. Può sembrare una sottogliezza (che tra l’altro sottolineammo già  tre anni fa!!!), ma ha una valenza reale molto forte. Il calcolo Istat può farci dire che siamo “meno peggiori” di altri Paesi, nei fatti però le cose vanno talmente male che aumenta il numero di chi si chiama addirittura fuori dal gioco occupazione/disoccupazione. Semplicemente ricade nel mondo degli inattivi, di chi non cerca più neppure una soluzione.

In download due documenti di IRES/CGIL: “Le tendenze dell’occupazione al secondo trimestre 2009” (.PDF) e Materiali aggiuntivi (.PDF).

Professioni per Impresaàˆ il titolo del capitolo iniziale del libro “Le professioni per l’impresa” (Franco Angeli, 2009, 24 euro). Mi piace perché rende efficacemente l’idea che anche quello intellettuale sia oramai diventato un lavoro come fare il carpentiere e, una volta, il ciabattino e affondi le sue radici da un lato nell’economia della conoscenza e dall’altro, come si legge nel testo, nel modello di lavoro artigiano (sorpresa!).

A questo tema Claudio Antonelli, presidente di PIU – Professioni Intellettuali Unite, e altri autori dedicano un volume leggero, con un taglio didascalico e numerosi elementi descrittivi.

Dopo un percorso più teorico intorno al knowledge working (centrale e interessante il Capitolo 4 “I fattori di eccellenza” del Capitolo “L’Identikit della professione”), il testo affronta Esperienze e casi di professione a partire dalle professioni dell’ICT e dei temporary manager, per arrivare a chi lavora nella logistica, fa il marketing manager, il project manager o il consulente di direzione. Del tutto dimenticate purtroppo le professioni nell’ambito della creatività  e della comunicazione.

Discutibile e un po’ confusa, invece, la parte dedicata alla rappresentatività , ma resta pur sempre un testo molto utile per chi volesse orientarsi in materia di lavoro intellettuale autonomo (e non solo) sotto il profilo relazionale e funzionale anche se difetta di un po’ di attenzione per gli aspetti più tecnici e operativi.

P.S: A margine –  per chi è interessato al tema – lascio in download anche il recente articolo di Caludio Antonelli “Ecco i nuovi professionisti lavoratori della conoscenza” (.PDF) pubblicato su Italia Oggi qualche giorno fa.