Il candidato trovi le ragioni alla base del servizio giornalistico A “Generazione a perdere”, di Michele Buono e Piero Riccardi realizzato per REPORT, che descrive quale futuro non abbiano i giovani italiani, leggendo il documento B, “ISTAT – Rapporto annuale – La situazione del Paese nel 2010” (da pagina 105 in poi), che descrive la crescita senza freno di lavoro atipico, inattività , scoraggiamento, mancato impiego di figure sovraistruite, uso prevalente di politiche passive del lavoro, descrescita del valore generale del lavoro e della qualità  dell’occupazione.

  A – Generazione a perdere   B – Rapporto ISTAT 2011  
  REPORT Generazione a perdere   Rapporto ISTAT 2011  

 

 

E’ uscito sul più recente numero di “Alfabeta2” (il n° 9) una parte del testo Vita da freelance concessa da autori ed editore alla testata di Nanni Balestini, Umberto Eco & Co. Sotto forma di articolo è stato ripubblicato online anche sul sito di Alfabeta2 con il titolo “Mettersi di traverso. Per una critica del biocapitalismo contemporaneo“.

Alfabeta2

Se vi interessa, lo riporto anche qui di seguito:

Mettersi di traverso. Per una critica del biocapitalismo contemporaneo
di Sergio Bologna e Dario Banfi

Tutti i sistemi totalizzanti tendono a ridurre l’umanità  a un insieme di corpi senz’anima, senza personalità , il capitalismo per primo e il biocapitalismo quasi ci riesce (1). Il problema sta nel rifiuto di subire, di sottomettersi, è l’eterno problema della libertà  dell’individuo, qui sta il senso del discorso sulla coalizione. Ma la libertà  non è scindibile dalla conoscenza e pertanto l’affermazione che l’informatica ha creato una diversa epistemologia significa che ha modificato i parametri del processo conoscitivo liberandolo in parte dalla dipendenza dell’insegnamento, del lavaggio del cervello, e dalla dipendenza dei procacciatori/manipolatori d’informazioni, aprendo lo spazio a una, seppur parziale e in permanente tensione, autonomia dell’individuo. Parlando il linguaggio dei simboli ha ridotto lo scarto tra la parola e i suoi effetti, il gesto e i suoi riflessi. Ha abbassato la statura dell’autorità , le ha tolto il piedestallo, contribuendo in questo senso alla de-professionalizzazione.

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Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi si è giocato un po’ di credibilità  politica via Twitter con questa tornata di amministrative. E’ vero siamo al primo turno, ma la situazione si è profilata piuttosto chiaramente: i sistenitori del centrodestra calano. La fiducia nell’azione di governo delle realtà  locali (e di riflesso di quella nazionale) ne risente. Ora la partita va portata fino in fondo: caro ministro è ancora disponibile a scommettere la sua poltrona con Bersani?

La scommessa di Sacconi