Molto. Anzi moltissimo, ma non si può dire proprio che usciti dall’Università sia una passeggiata su un tappeto rosso. In Italia esiste il malcostume di premiare la conoscenza di livello superiore soltanto con il passare degli anni, quando il titolo di studio, invecchiando un po’ come il vino, sembra diventare più buono (trascurando il rischio che possa trasformarsi in aceto). In un recente studio di OD&M Consulting e di Manager Italia sul rapporto tra Età e Retribuzione è emerso questo dato, a mio avviso scorcertante relativo a laureati e “masterizzati”..
Categoria: Lavoro
Napolitano: “Premiate i talenti”
Ci sono tre punti del primo discorso di fine anno del presidente Napolitano che ho apprezzato molto. In ordine:
1) il richiamo alla questione dei talenti:
E alla vigilia dell’Anno europeo delle pari opportunità voglio sottolineare come in Italia tra le riserve preziose su cui contare ci sia quella, ancora così poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili.
La solidarietà tra generazioni
La teoria del lavoratore anziano che porta via il posto a quello giovane ha sempre fatto acqua da tutte le parti soprattutto in ragione del fatto che le competenze maturate non sono certamente uguali. La manovra Finanziaria (con l’Art. 667) ha comunque riportato la questione alla ribalta e introdotto questa opportunità :
“Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e ridurre le uscite dal sistema produttivo dei lavoratori ultracinquantacinquenni, è istituito l’accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoro dei dipendenti che abbiano compiuto i 55 anni di età e la correlativa assunzione con contratto di lavoro a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore ai 25 anni, oppure ai 29 anni se in possesso di diploma di laurea“.