Che bei tempi, dal punto di vista dell’impegno morale di taluni giornalisti, e quale contributo di sincera commemorazione quello raccontato nell’articolo “Una rosa per papà , giornalista libero” pubblicato oggi dal Corriere della Sera a firma di Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi.

Così scrive del padre:

Le sue convinzioni circa i compiti del giornalista si concentrano nella massima: «Poter capire, voler spiegare»

Oggi, curiosamente, viviamo il problema opposto, quasi speculare, ovvero quello di “voler capire, poter spiegare“. Due compiti spesso impossibili, per la difficoltà  di trovare uno spazio di lavoro e in questo poter esercitare una libera volontà .

Le modalità  di pagamento di un lavoro dicono molto, anzi moltissimo dei committenti. Mostrano quale sia il livello di rispetto della professionalità  messa a disposizione se non addirittura la conoscenza stessa di ciò che si va comprando.

àˆ il caso di chi fa sapere ai suoi collaboratori che non accetterà  fatture con IVA a esigibilità  differità  (mi sono stati segnalati almeno tre casi, finora) e che se dovesse vedere arrivare fatture del genere cambierà  i suoi rapporti con il collaboratore (!!!) [dei veri animali, direi] oppure di chi neppure si cura di scrivere assolute fesserie negli annunci di lavoro.

Per esempio, perché un editore dovrebbe pagare un giornalista a provvigioni? Si veda questo capolavoro pubblicato da Manpower:

manpower_giornalista