Ricordo che una volta, offrendo ripetizioni di matematica a un ragazzotto di prima liceo scientifico, mi venne fornita questa risposta alla domanda se per una determinata somma algebrica il risultato fosse “più” o “meno” il numero indicato: “.. Tze! Mi vuoi fregare.. Non sono mica stupido.. Il numero che ti ho detto? Più o meno, dici? Altro che ‘più o meno’, viene un numero preciso…!

Qualche mia breve confusa riflessione stimolata dal buon Antonio Sofi sul tema del lavoro autonomo.

La solita ACTA – associazione che più di tutte in questi anni ha dimostrato di avere i giusti mezzi e la volontà  per proporre soluzioni per i lavoratori indipendenti – lancia un’iniziativa senza precendenti: la costituzione di una rete di associazioni professionali che ha l’ambizione di diventare parte sociale nelle trattative e sui tavoli in cui si discutono iniziative istituzionali legate al mercato del lavoro. Le associazioni coinvolte sono 16 e hanno 7.000 associati (moltissimi con partita Iva), ma rappresentano un’avanguardia di circa un milione di persone.

Se ne parla giovedì 20 a Milano dalle 9.30 alle 13.30.
In Provincia di Milano, Via Vivaio, 1 (Sala Affreschi).

PROGRAMMA (qui l’invito)

I RAPPORTI FRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PROFESSIONISTI AUTONOMI

Ore 9,30 – Saluto e introduzioneFilippo Penati (Presidente della Provincia di Milano)
Ore 9,45 – “Chi sono i professionisti autonomi e le ragioni della loro crescente rilevanza” – Sergio Bologna (Consiglio Direttivo ACTA)
Ore 10,00 – “I professionisti autonomi e la Rete delle Associazioni” – Alfonso Miceli (Vicepresidente ACTA)
Ore 10,15 – “Professionals at NetWork” – Nicola Antonucci (Responsabile Professionals MANAGERITALIA Milano)
Ore 10,30 – “Le istituzioni e il mondo delle professioni” – Claudio Antonelli (Presidente PIà™ €” Professioni Intellettuali Unite)
Ore 10,45 – “L’iniziativa della Provincia di Milano” – Maria Cristina Pinoschi (Direttore del Settore Lavoro della Provincia di Milano)
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Ore 11,00 Tavola rotonda: “Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi

Coordinatore: Sergio Bevilacqua (Socio Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione)

Relatori: Renato Pirola (D.G. Istruzione, Formazione, Lavoro Regione Lombardia); Nino Ferrelli (D.G. Politiche Formative Regione Toscana); Eliana De Martiis (Labor Lab €” IREFONLINE); Anna Cazzulani (Responsabile UnBreakFast Personal Profile); Giuseppe Camanni (Consigliere Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e organizzazione); Romano Calvo (Consigliere ACTA)
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Ore 12,20 Interventi del pubblico e Conclusioni – Anna Soru (Presidente ACTA)
Ore 12,50 – Aperitivo

E’ bello avere innescato una discussione come questa. Grazie a Federico. A ogni modo sono almeno due anni, in definitiva da quando è nato questo blog, che insisto su questi temi.

Segnalo agli interessati alcuni post di Humanitech sul tema dei pagamenti:

Sulla tracciabilità  dei compensi e sul Forfettone:
Il Gambero e le Partite IVA;
Tu chiamalo se vuoi forfettone;

Sulla tempistica e modalità  dei pagamenti:
Due pesi, due palle;
I Pagamenti dei professionisti;
Codice incivile e multinazionali scaricabarile;
– I tre gringos;
– Surriscaldamanto da rotazione bassoventrale;

Sulla formulazione di preventivi:
Farsi pagare come freelance;
Costo orario e consulenza;

Sul tema della spese, del compenso e dell’IRAP:
Glossario retributivo autonomo;
A mie spese;
Autonomo disorganizzato.

Daje che sta uscendo questo tema allo scoperto, daje!!

Per un lavoratore autonomo non è una questione una tantum, ma un problema strutturale e di cultura tipicamente nostrana. All’estero è molto molto diverso. Le grandi imprese hanno pure un valore che definisce questo elemento competitivo sul piano finanziario. Si chiama TMI (Tempo Medio di Incasso). I controller sanno di che cosa sto parlando. Se ogni knowledge worker facesse il calcolo del suo e lo pubblicasse su Internet, vi assicuro che verrebbe allo scoperto uno dei maggiori problemi dello sviluppo del lavoro intellettuale autonomo in Italia. E adesso che sta per emergere un problema generalizzato di liquidità  dovuta alla crisi bancaria, state pur certi che una delle conseguenze dirette sarà  l’ammortamento del costo del denaro sul prolungamento del TMI di chi non ha mezzi per difendersi, ovvero del lavoratore autonomo e della piccola impresa. Io ve l’ho detto e ci posso pure scommettere, magari verificando tra un anno. Intanto daje, knowledge workers united