Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato un bel servizio su un tema che su Humanitech – grazie al prezioso contributo di Livio Martucci che ha curato la rubrica “Paternità  & Dintorni” – abbiamo a cuore da tempo: la paternità . Come illustra l’approfondimento “Papà  a casa soltanto 4 su 100” (file .PDF) la cultura dell’equilibrio uomo-donna nel mercato del lavoro non migliora.

C’è da segnalare poi una questione più delicata: la riforma in atto. Che fine farà ? La Legge finanziaria ha inserito una delega per la Riforma di tutto ciò che riguarda il supporto alla famiglia e che nella Commissione Lavoro in Senato si discuteva sotto la voce “Welfare generazionale e della famiglia“. In ballo c’erano la Legge quadro sulla Famiglia, interventi in materia di Fondi per giovani o di un reddito di cittadinanza per bambini e bambine.

[Per la Rubrica Paternews, un commento alle recenti esternazioni della CEI sul tema della paternità ]
Paternità  & Dintorni

La CEI recentemente si è espressa sul tema della fecondazione artificiale affermando: “No a manipolazioni eticamente inaccettabili per ottenere figli a ogni costo”. In altre parole è contro la procreazione artificiale e ritiene che “un figlio non è una cosa su cui esercitare una sorta di diritto di generazione“. Invece è proprio questo diritto naturale che ci muove a mettere al mondo un figlio sia per un meccanismo istintivo di conservazione della specie sia come atto di realizzazione del proprio sé. La CEI prosegue dichiarando che “la denatalità  nega il futuro dell’Italia” quindi se una coppia può avere un figlio soltanto con la fecondazione assistita qualsiasi decisione prenda, farsi aiutare dalla tecnologia o non avere figli, per la Chiesa Cattolica non va bene comunque. E ancora: “I concetti di paternità  e maternità  sono alterati […] dalla fecondazione artificiale […] mancando l’aspetto di partecipazione personale nel momento della generazione”. Questa affermazione è quantomeno discutibile: come  si può affermare una cosa del genere? Ho l’impressione che i cardinali della CEI non abbiano mai scambiato due parole in sincero ascolto con chi cerca un figlio da anni. Voi che cosa ne dite?

[Da oggi la rubrica Paternità  & dintorni si arricchisce con  Paternews, brevi post a commento di notizie della Rete sul tema paternità ]

Paternità  & Dintorni

La Commissione Lavoro in vista della Legge Finanziaria ha proposto al Governo un emendamento per estendere gli attuali 6 mesi di congedo parentale retribuito al 30%. L’iniziativa è utile, ma credo che sia più importante incidere sul valore economico invece di estendere il periodo spettante.

Una famiglia con un reddito  netto mensile di 2.000 euro (supponiamo 900 la madre e 1.100 il padre) con l’attuale legge si trova con un introito di soli 1.400 euro mensili. Non ci si può meravigliare che la donna torni al lavoro dopo l’astensione obbligatoria… Sarebbe più opportuno invece retribuire i primi 1.000 euro di reddito della madre con una percentuale significativa (per esempio dell’80%) in modo da aiutare meglio chi ha redditi più bassi. Lo stesso vale per i padri. In Norvegia, per esempio, per la madre è previsto un periodo di 42 settimane retribuito al 100% e altre 12 all’80%!