àˆ vero che chi svolge un’attività  intellettuale autonoma è da sempre abituato a non avere appoggi di alcun genere, ma un disinteresse così plateale non fa onore a una Regione che vive del terziario avanzato. Pubblichiamo per intero la lettera di protesta (file .PDF) di PIU’ – Professioni intellettuali unite, che lamenta il blocco dell’iniziativa per dare voce a Ordini, Collegi e Associazioni professionali attraverso una Consulta (senza poteri deliberanti, si badi bene!) pensata per orientare il legislatore su temi che riguardano appunto le professioni.

Se a qualcuno interessa la vicenda nel dettaglio (di cui parlo anche su JOB24 Online del Sole 24 Ore), di seguito un segmento del file audio della mia intervista al presidente di PIU, Claudio Antonelli, che racconta il pasticcio istituzionale dell’Assessorato lombardo.

[audio:Antonelli_PIU.mp3]

Mettete insieme il forfettone + l’impossibilità  di reiterate i contratti a termine oltre i tre anni (come previsto nel protocollo sul Welfare) e che cosa succede? I Co.co.pro con determinati limiti di reddito diventano (leggi “sono caldamente consigliati di diventare…“) Partite IVA! A segnalare questo nuovo fenomeno migratorio è Chaiworkers. Lo scopo? Aggirare i nuovi benefici legati a malattia o maternità .Continua a leggere

Una cosa che sopporto difficilmente è quando sento al telefono qualcuno che si qualifica come mio “collega”. Persone di uffici stampa o di testate giornalistiche per cui lavoro, per esempio. Scrive Etimo.it:

 Collega

Mi riesce difficile pensare, come lavoratore autonomo, di colligere fino in fondo valori, strumenti o finalità  del mio lavoro con un lavoratore dipendente. I piani sono separati. Se fossi un “collega”, per sillogismo tutti saremmo colleghi in Italia. I Sig. Rossi con i Sig. Verdi. Non è così.Legami di lavoro

Credo, invece, nella necessità  di rendere forti i legami inesistenti. Questi sì possono tornarmi utili. Possono soltanto dirmi qualcosa che non so. Offrimi nuove opportunità .

Sono convinto che il networking funzioni meglio tra posizioni omologhe sul mercato. Sembra paradossale, visto che sono in competizione, ma parlano la stessa lingua.

O forse sono meno in competizione di quanto in realtà  non lo siano oggi le posizioni tra loro eterologhe.

Che cosa ne pensi?

UPDATE: Segnalo anche questo post di Vittorio Zambardino sul tema del netwoking in ambito giornalistico.