L’abbinamento funziona. Il tema del lavoro si sposa bene con Internet quando la materia è trattata per via visiva, là  dove la conversazione o la forza dell’intervento sono ben studiate. Mi riferisco all’appuntamento di ieri di Repubblica.it TV, dal titolo “Le faremo sapere”, dedicato alla selezione dei giovani e ai colloqui di lavoro, che ha saputo dosare comunicazione, informazione e dibattito anche scherzoso su temi di attualità . àˆ un buon compromesso, che se rinforzato da articoli di approfondimento e blog, può ben funzionare come modello e media mix per conversare di lavoro via Web. 

Ma c’è anche il fronte personale, oltre a quello delle testate giornalistiche, che sta emergendo, quello fatto dai contributi individuali. Non è da meno e su questo tornerò anche in futuro. Basti dire che su Google Video i documenti che risultano dalla ricerca con chiave “Lavoro” sono circa 1.300. Su YouTube il tag “precario” identifica un centinaio di video.

Nascono autori e ne segnalo uno su tutti. Da qualche tempo seguo i post di Paolo Ares Morelli, che definire un pazzo scatenato è poco. Dice di essere un comico, ma non disdegna un vero lavoro come avvocato. La sua ultima “puntata” sui precari è E Dio creò il precario! ma non è male neanche questo pezzo sul mercato del lavoro. O beh, la qualità  del video non è il massimo, ma è interessante l’idea di proporsi come autore via YouTube.

[youtube 9-UFyWHTI8I nolink]

Segnalo la bella analisi di Carlo Alberto Pratesi dell’Università  Roma Tre uscita oggi su La Repubblica – Affari & Finanza che spiega i motivi per cui in Italia non decolla ancora il telavoro. Così scrive:

Quello che rende diverse le aziende nell’approccio al telelavoro è la loro cultura organizzativa di base: laddove si è maturata nel tempo una consuetudine alla delega e alla responsabilizzazione, il lavoro a distanza attecchisce bene e senza traumi. Diverso il caso delle organizzazioni più verticistiche dove c’è il “capo” che decide tutto e che crea la sindrome delle riunioni. In quel tipo di aziende occorre sempre incontrare le persone: non bastano le e-mail o le telefonate per avviare un lavoro. Senza un incontro vis a vis nessuna azione viene posta in essere.

Ho sempre pensato che i due mali maggiori della cultura organizzativa moderna fossero la cosiddetta “leadership fuffa” e la deriva del “lifelong meeting”.

The Domain Industry News Magazine ha pubblicato la classifica dei domini passati di mano in questo ultimo periodo e per i quali sono stati spesi più soldi. “Career.net”, al quarto posto, è stato venduto per 52.500 dollari! In Italia “carriera.it” è appannaggio di un trafficone di domini. Nel suo portale sugli aforismi, immettendo la chiave di ricerca “lavoro”, si legge: “Ci sono ladri che praticano il furto molto più correttamente di come molti galantuomini praticano l’onestà “.