Così li chiama ISFOL. Sono i lavoratori inquadrati in maniera irregolare: hanno un contratto di lavoro autonomo, ma di fatto sono subordinati. Per stanarli ISFOL ha elaborato un sistema molto interessante, che si basa sull’incrocio delle tipologie contrattuali (forma) con le dichiarazioni dei lavoratori sulle modalità  di lavoro (sostanza). Totale: 1,2 milioni di persone (5,6% della forza lavoro), senza contare i part-time involontari… I Co.co.co, i lavoratori occasionali e i Co.co.pro sono mediamente quelli con maggiori vincoli di subordinazione, o detto altrimenti, che sono impiegati in maniera “più irregolare”.

Da una parte è vero, sono i datori di lavoro a ciurlare nel manico, dall’altra, però – e questa è una mia forte convinzione personale – manca in Italia una sana cultura del lavoro autonomo. O perlomeno una coscienza dei diritti-doveri che spettano a chi sta fuori dalle imprese. Che cosa succederebbe se chi ha un falso lavoro autonomo si svegliasse domani alla mattina e incominciasse a lavorare realmente per obiettivi, senza vincoli di orario e di presenza ecc?

I risultati dettagliati di ISFOL Plus sono disponibili in questo documento (file .PDF).

P.S. L’indagine è utilissima anche per dare una dimensione reale al mondo degli atipici e a chi opera in regime di autonomia sia in maniera forzosa sia per scelta (un dato da non mischiare con gli altri!).

Dopo l’indagine divenuta oramai storica Undeclared Work in an Enlarged Union del 2004 (e tutti i dubbi sulla base dati impiegata) è finalmente arrivata una nuova fotografia sul lavoro irregolare in Europa a opera della Commissione Europea. Costruita nel contesto di Eurobarometro, la nuova survey “Undeclared Work in the European Union” rappresenta una svolta metodologica, mixando analisi dirette con quelle indirette.

Da leggere attentamente, la ricerca presenta anche la valutazione del livello di “accettabilità ” del lavoro nero (media europea, Italia [che ho aggiunto], valutazione di chi svolge lavoro nero e di chi acquista servizi o prodotti creati da lavoratori irregolari). Accettazione del Lavoro Nero

Il paragone con il livello di accettabilità  è rispetto all’uso di un mezzo pubblico senza adeguato titolo di viaggio, che in Italia è considerato accettabile a livello 2,8 su una scala decimale. Peggiore di questo c’è soltanto l’idea che qualcuno si prenda un sussidio di disoccupazione senza averne titolo. Il lavoro nero, tutto sommato, ha una valutazione benevola rispetto al viaggio senza biglietto, così pure l’evasione fiscale e l’utilizzo irregolare di lavoratori per servizi domestici. Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e del Lavoro sono informati.