A distanza di qualche settimana pubblico un mio intervento tenuto a Palazzo Re Enzo il 17 giugno nelle giornate ACLI di Bologna durante il seminario rivolto ai giovani dal titolo “Il lavoro nelle sfide globali. Identità  Mobilità , radicamento.” Il testo, un po’ lunghetto, non era pensato per Internet. Spero la lettura sia utile comunque.

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Giovani, nuovi confini del lavoro e la parte migliore del nostro Paese
di Dario Banfi

“Non ci sono più i giovani di una volta”, lamenta qualcuno. E se a trent’anni protesti contro la precarietà  rischi perfino di essere indicato da un ministro della Repubblica come “il peggio dell’Italia”. In realtà  si potrebbe rispondere con una provocazione, dicendo che sì, tutto questo è vero, ma è maledettamente vero perché “non c’è più il futuro di una volta”, come si legge su qualche muro nella periferia di Milano.Continua a leggere

Non ne parlo in generale, ma per esperienza (come si sarà  capito dai temi affrontati in questo blog). Con l’arrivo di ACTA negli spazi del mio studio ho smesso di fare la Cesira part-time [termine usato da mia moglie in riferimento al personaggio di Lupo Alberto, un talpa casalinga che pulisce casa..] e abbiamo affidato le pulizie all’esterno. Posto che per statuto e convinzione siamo contrari al lavoro nero, ci siamo attivati per trovare la soluzione ideale, che abbiamo identificato nel sistema dei voucher detti anche buoni lavoro. A chi interessa spiego come si fa.

voucher lavoro accessorio

Premessa: usare questo sistema è facilissimo. Davvero. L’impegato INPS che me l’ha spiegato, chiaro e gentilissimo. La complessità  sta invece nel trovare un lavoratore disposto a fare le cose in regola. Non scherzo. Ho incontrato 11 persone prima di trovarne una disposta a usare i voucher. La maggior parte quando sente l’espressione “in regola” scappa dal lavoro occasionale, preferisce il nero. Tenuto conto che il valore è realmente basso in termini assoluti e che la quota versata all’INPS non serve a nulla per il lavoratore, ma solo all’Istututo per fare Cassa, come dargli torto? Dopo avere combattuto con questa idea ho optato comunque per i voucher per un motivo: tutelano la sicurezza del lavoratore che viene assicurato all’INAIL.

Se vuoi sapere come fare prosegui con la lettura (e se hai bisogno, posta pure dei commenti):Continua a leggere

WDDWNon basta avere un lavoro: deve essere dignitoso. Non lo dico io – anche se sottoscrivo in pieno questo concetto – ma la nostra Costituzione. Lo sostengono da anni l’ILO ed Eurofond, secondo i quali questo valore sostiene la coesione sociale, lo sviluppo economico, la lotta alla povertà . Lo ribadiscono tutte le organizzazioni internazionali del lavoro, non soltanto quelle sindacali. Oggi si festeggia questo diritto. L’UNI, il sindacato globale dei servizi che raggruppa 900 sindacati da tutto il mondo, composta dall’International Trade Union Confederation, dal Global Progressive Forum, da Social Alert e Solidar, ha promosso insieme a Eurofond, la Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso.

Lo scopo è di sensibilizzare cittadini, imprenditori, politici e istituzioni e aumentare la consapevolezza sul valore del lavoro dignitoso (decent work), punto cardine della lotta al sommerso e al lavoro irregolare, ma non solo. Comprende anche la questione dei salari, della continuità  lavorativa (precarietà ) e soprattutto della salute.

Ma che cosa significa “lavoro dignitoso” in concreto?

Facciamo un esperimento, se vi va. Io elenco ciò che a me sembra fondamentale. Se poi avete voglia di aggiungere altri elementi, fate pure, i commenti sono liberi.

Un lavoro dignitoso:

– non mette in pericolo la tua vita;
– non ti discrimina per razza, sesso, età , religione e convinzioni politiche;
– non impiega minori;
– è regolarizzato da un contratto;
– ti offre una retribuzione congua con l’attività  svolta, il tempo impiegato e il costo della vita nel Paese in cui vivi;
– non lede i tuoi diritti fondamentali individuali;
– non crea sperequazioni nel trattamento verso prestazioni sociali;

– non ti ostacola se desideri dare continuità  al tuo reddito;
– è pagato secondo tempi ragionevoli;
– è pagato secondo le normative vigenti in ogni Paese e comprende tutti gli oneri previsti per i rapporti di lavoro;
– valorizza le tue competenze o ti forma verso nuove e più adeguate allo svolgimento delle tue mansioni;
– ti consente di crescere una famiglia;
– non è fonte di stress, disagio e malattie, anche psicologiche…

… voi dite che tutto questo è cosa superata, già  assimilata dalla nostra società ? Non corriamo dunque alcun pericolo?

P.S. Ho controllato la rassegna stampa di oggi in Italia. Non c’è un solo articolo dedicato a questa ricorrenza! Per fortuna almeno Napolitano ne parla…