Evasione in ItaliaQualche giorno fa sono incappato nel post di Mantellini sull’evasione fiscale (dove in sostanza si racconta che taluni piccoli imprenditori non ottengono un fido perché hanno volumi troppo bassi di affari dichiarati) e ho avuto due reazioni istintive:
1) mi sono chiesto che posizione fosse quella “discretamente dirigenziale” e se ne esistesse una “sufficientemente impiegatizia” e che cosa fanno entrambe quando vengono a conoscenza di attività  di evasione;
2) mi ha lasciato perplesso, leggendo anche i commenti, il fatto che nell’immaginario collettivo si sottovaluti sistematicamente l’evasione degli oneri sociali e contributivi.

La più recente indagine IRES-CGIL sul sommerso, riprendendo un’elaborazione del Sole 24 Ore, dimostra infatti chiaramente come la quota più elevata di nero [Cfr. grafico che rappresenta le diverse tipologie] in Italia riguardi proprio il lavoro.

E a questo proposito non è male ricordare che nella recente manovra finanziaria si è scelto di puntare su queste iniziative e sull’introduzione degli indici di congruità  e sull’estensione del DURC.

Libro Bianco sul Lavoro NeroQui non c’entrano i blog, Internet e tutta la vicenda cara agli impallinatori della carta stampata. La storia è ben diversa. Distante anni luce da chi si diverte a trovare refusi su Corriere.it o agenzie di stampa, oppure a pesare il numero di immagini di scosciate messe in home page. Sto parlando del precariato nel giornalismo nostrano, una materia che non sarebbe male che si conoscesse di più, anche tra chi scrive online.

Per lavoro ho dovuto leggere e recensire (leggi il .PDF) di recente il Libro Bianco sul Lavoro Nero pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e mi sono sentito in forte imbarazzo. àˆ regola diffusa infatti che i giornalisti non parlino mai di se stessi sui media. Si sono ritagliati da anni uno splendido spazio di riflessione, ma è prassi comune evitare di portare sul tavolo delle redazioni notizie sul mercato giornalistico. Troppo naive l’autoreferenzialità . La conseguenza? Il sottobosco del mercato del lavoro giornalistico è diventato oramai una selva oscura, dove si trova di tutto, ai limiti della legalità  e rigorosamante taciuto al pubblico.Continua a leggere

Claudio LuciforaSanzioni certe e più controlli: sono questi i metodi principali per contrastare le irregolarità  del lavoro. Ogni altro sistema è un palliativo. Per Claudio Lucifora in un Paese in cui l’aliquota marginale di una normale transazione economica (di lavoro e non solo) è del 40-50% le due parti possono sempre colludere: applicando lo sconto si dividono i vantaggi. àˆ una questione di costi e benefici, così descritti da Lucifora:

Tra i “benefici” del lavoro nero c’è il mancato rispetto delle regole, la flessibilità  e l’evasione totale o parziale di imposte e contributi. Tra i “costi” ci sono le sanzioni. Ebbene quanto maggiore sarà  il costo tanto minore sarà  la convenienza economica delle imprese. In Italia, però, queste due componenti fanno sì che la convenienza sia elevatissima. Le imposte incidono molto: se si evade i benefici sono perciò alti. I costi, al contrario, sono bassissimi per due motivi: da una parte ci sono i condoni più o meno regolari e dunque una resa dello Stato di fronte all’illegalità , dall’altra c’è la bassa probabilità  di essere scoperti attraverso i controlli.

Questa l’intervista completa (.DOC) pubblicata anche sul sito del Ministero del Lavoro, nel contesto del Progetto Europeo per l’Emersione del Lavoro irregolare.