Le IeneArriva a distanza di due settimane la reazione organica di commentatori autorevoli al caso denunciato dalle Iene con il servizio di Alessandro Sortino del 26 marzo (parte 1 e 2) sulla somministrazione di lavoro condotta in maniera illecita dalla Metis. Una vicenda in cui autisti “temporanei” sono impiegati anche 250 giorni all’anno da una società  di trasporti con contratti giornalieri di somministrazione.

La vicenda denunciata mette in luce tre aspetti molto gravi: 1) alcune delle più grandi società  di intermediazione non conoscono la legge italiana sul lavoro; 2) alcuni ispettori ministeriali ancora di meno; 3) casi vissuti sulla pelle dei lavoratori diventano subito pretesti politici per sollevare polvere in Parlamento. Continua a leggere

Stabilizzazione, 19 giorni alla deadline (se non vi saranno proroghe). A che punto siamo?

Come già  ricordato in un post precedente il 30 aprile si chiude la finestra per richiedere la stabilizzazione dei lavoratori precari. A fianco dell’inspiegabile titubanza di questo governo nel rendere chiare le condizioni, emerge anche un secondo elemento di riflessione. Ne parla Il Manifesto (file .TIFF), citando il caso di Ferrovie dello Stato e delle società  che in subappalto gestiscono il suo call center. Cosa succede a imprese come queste che si trovano tra l’incudine (ispettori alle porte) e il martello (possibili cause di lavoro)? Hanno deciso di puntare verso la conversione dei Co.co.pro in rapporti a tempo determinato. Il legislatore permette questo passaggio per contratti fino a 24 mesi.Continua a leggere

Sempre sulla lotta al sommerso e al lavoro irregolare. O in altri termini, per chi ama questa dizione “alla precarietà “. Come noto, nella recente manovra finanziaria sono state elaborate alcune norme relative all’Emersione e alla Stabilizzazione delle Co.Co.Pro (ovviamente applicabili là  dove questi contratti sono utilizzati in maniera illecita). Si tratta di due soluzioni distinte. La prima riguarda i contratti di collaborazione non regolari: questi possono essere regolarizzati entro e non oltre il 30 aprile 2007. Il secondo intervento è dedicato alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro in nero, per i quali i benefici valgono fino al 30 settembre 2007.

A 40 giorni dal termine per la regolarizzazione delle Co.Co.Pro la circolare interpretativa di tutto l’impianto (tecnicamante dei commi 1192-2010) è diventata un fantomatico foglio di otto pagine che vagola per le stanze del Ministero in cerca d’autore. La patata è bollentissima, dicono fonti vicine a questo blog [fatemi sentire importante, suvvia..]. Le questioni più spinose: la finestra temporale di applicabilità  del condono (che non va chiamato così, ma “sanatoria”, dicono, anche se di condono si tratta); la tombalità  o meno delle irregolarità  pregresse; la formula conciliatoria che comprende i sindacati (e che Pietro Ichino aveva duramante contestato dalle pagine del Corriere della Sera) e le implicazioni di carattere penale per la questione “sanatoria contributiva”, visto che è la prima volta che si affronta la questione.

Insomma, per farla breve, la finestra temporale per  sanare i Co.Co.Pro si stringe, nessuno dice come bisogna fare e il lavoro di interpretazione diventa sempre più precario, come l’oggetto del contendere.