Parte Abitata della Rete - Sergio MaistrelloIn questi pigri giorni ho terminato il bel libro di Sergio “La parte abitata della Rete“. Una recensione gliela devo perché mi ha fatto un regalo. In 150 pagine ha saputo sintetizzare con estrema chiarezza lo sviluppo delle tecnologie Web di nuova generazione e il dibattito italiano che lo ha investito.

In due/tre giorni ho ripercorso gli ultimi tre anni di Internet ed è stato utile, visto che di colpi ne ho persi, nonostante tenessi le antenne sintonizzate contemporaneamente su questa parte della Rete e su altre cose, soprattutto perché di “rete” ho dovuto costruirmene una nuova, come Sergio ben sa.

Un testo leggibile e molto scorrevole, “alla Sergio” direi. Sensazione positiva, ma anche di amaro in bocca, perché molte delle conversazioni che in prevalenza si sono svolte online e che sono riportate nel libro sono oggi in gran parte sorpassate e mi sarebbe piaciuto contribuirvi.

Il testo è un buon testo, ricco, approfondito, completo sotto il profilo dei temi classificati propriamante o impropriamente (Sergio si tiene alla larga dalla questione) come “2.0”. Blog, Wiki, Social Software, Feed, Folksonomy, Serendipity, Podcasting, PageRank, Technorati, Flikr, Economia del dono ecc. C’è tutto quel che serve sapere per prendere residenza su Internet e chiacchierare con in “vicini” di casa in maniera evoluta e consapevole, facendosi notare, scoprendo affinità  e divergenze. Una guida utile per scoprire cioè come funziona la conversazione una volta che si è messo su casa. C’è la tecnologia 2.0, la sua genesi e le opportunità  aperte. Insomma è un microcompendio ben fatto e motivato, che trova anche importanti riflessioni culturali, genealogie e approfondimenti teorici.

Qualche spunto polemico (in senso buono), però, mi riservo di gettarlo qui, in Rete, per animare un po’ la conversazione appunto su questo bel testo. [Avviso: è un post po’ lunghetto, se non interessa, non girate pagina..]. Continua a leggere

Se non avesse avuto la data del 30 marzo avrei pensato a un pesce d’aprile. Così non è. Il Barbiere della Sera annuncia una sospensione (definitiva?). La necessità  è comprensibile e lo spunto su cui riflettere [ovvero il rapporto tra blog partecipativo e risorse individuali] è di quelli che aprono molti interrogativi.

Il Barbiere della Sera

Riporto l’incipit della comunicazione e rimando al testo intero dell’ultimo post (“Good Night, and Goog Luck”):

I motivi per cui oggi annunciamo la sospensione delle pubblicazioni sono due o tre. Primo, siamo stanchi. Il volontariato è bello ma quando hai un’età  e devi guadagnarti da vivere diventa un lusso. Non è detto che uno se lo possa permettere.
Secondo, è proprio vero che il mondo brulica di minus habens che, approfittando della libertà  concessa dal Barbiere della Sera, soprattutto nell’area commenti, impossibile da tenere sotto controllo permanente, portano guai.

Personalmente ringrazio chi per sette anni ha dato il suo contributo per far funzionare quella che io ritengo una delle più riuscite iniziative online per la costruzione di una coscienza professionale e il miglioramanto del mestiere di giornalista in Italia. Nessuna altra professione ha saputo organizzarsi nella stessa maniera, offrendo contenuti e servizi dal basso di qualità  simile, stimolando conversazioni interne e di lavoro. Grazie.