Le pratiche inevase Signore, a fare data dal mese prossimo Voglia accettare le mie dimissioni. E provvedere, se crede, a sostituirmi. Lascio molto lavoro non compiuto, Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive. Dovevo dire qualcosa a qualcuno, Ma non so più che cosa e a chi: l'ho scordato. Dovevo anche dare qualcosa, Una parola saggia, un dono, un bacio; Ho rimandato da un giorno all'altro. Mi scusi, Provvederò nel poco tempo che resta. Ho trascurato, temo, clienti di riguardo. Dovevo visitare Città lontane, isole, terre deserte; Le dovrà depennare dal programma O affidarle alle cure del successore. Dovevo piantare alberi e non l'ho fatto; Costruirmi una casa, Forse non bella, ma conforme a un disegno. Principalmente, avevo in animo un libro Meraviglioso, caro signore, Che avrebbe rivelato molti segreti, Alleviato dolori e paure, Sciolto dubbi, donato a molta gente Il beneficio del pianto e del riso. Nel troverà traccia nel mio cassetto, In fondo, tra le pratiche inevase; Non ho avuto tempo per svolgerla. E' peccato, Sarebbe stata un'opera fondamentale. 19 aprile 1981 Primo Levi, da "Ad ora incerta"